Tossilo chiuso, comuni nel caos – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. La questione era aperta da mesi, avvolta in una nebbia fittissima che in pochi sembravano aver interesse a diradare. Ora però, con la clamorosa chiusura della sezione compostaggio per il mancato rinnovo delle fideiussioni e il blocco dei conferimenti della frazione umida della raccolta differenziata, sarà impossibile sottrarsi dalle ripercussioni e dagli effetti pratici dello stallo dentro il sistema dei rifiuti del centro Sardegna. L’implosione dell’attività della Tossilo SpA, la società del Consorzio industriale di Macomer che per vent’anni ha gestito la piattaforma per il trattamento dei rifiuti urbani, costringerà i comuni del territorio a trovare in fretta e furia una soluzione tampone per disfarsi dell’umido urbano. Da sabato l’impianto macomerese non accetterà più i conferimenti.

Per ora regna l’incertezza su quale strada dovranno imboccare i camion impossibilitati a scaricare il materiale a Tossilo. Gli uffici tecnici dei diversi comuni sono a lavoro per verificare la disponibilità di altri impianti. Da Borore, ente capofila del servizio associato di raccolta differenziata per i comuni di Birori, Bolotana e Noragugume, fanno sapere che si stanno vagliando le disponibilità dei siti di Chilivani, Oristano e Pratosardo. Da Macomer giunge invece la notizia del diniego già espresso da Chilivani e si tasta il terreno sulla possibilità di dirottare ad Olbia o a Tempio la frazione organica prodotta. Stessa incertezza sulla destinazione vale anche per il materiale proveniente dai comuni di Silanus, Bortigali, Dualchi e Lei.

Una situazione quasi imbarazzante, dove lo stallo di un sistema che fa capo ad un Consorzio industriale in liquidazione dal 2008 si manifesta all’esterno con lo scontro, a tratti indecifrabile, tra il commissario Franco Figus e il presidente Tossilo Antonio Delitala ed è in questo frangente che emerge il dato, incredibile, che l’impianto di trattamento rifiuti di Macomer avrebbe le garanzie fideiussorie scadute da ben 6 mesi. Una situazione che ovviamente si ripercuote sull’organizzazione di un ciclo dei rifiuti territoriale che sembra aver perso molti pezzi negli ultimi anni. E se è da tempo che il secco indifferenziato prodotto nel territorio prende la via che porta ad Ozieri, nel sito gestito da Chilivani Ambiente, al pari dei rifiuti ingombranti, da sabato anche la frazione umida utilizzata per la produzione di compost andrà in un altrove per ora ancora indefinito. Chi si farà carico dei maggiori costi ai quali andranno incontro i comuni che avviavano a Tossilo il rifiuto biodegradabile sarà con tutta evidenza il prossimo tema da affrontare.

Non a caso l’assessore all’ambiente del Comune di Macomer Andrea Rubattu già annuncia la volontà di formalizzare un’istanza in tal senso: «Qualora ci costringano a conferire altrove, chiederò alla Regione Sardegna che si assuma la responsabilità della sua inerzia nell’operare delle scelte, pagando i maggiori oneri di tutti quei comuni che conferivano a Tossilo. Ricordo che ci sono delle regole ben precise stabilite nel piano regionale dei rifiuti: se questo deve essere messo in discussione, lo si faccia con atti amministrativi chiari, non costringendo i sindaci ad agire ognuno per conto suo».

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