Sicurezza sulla 129, nuovo rinvio [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. Mettere in sicurezza la “curva della morte” lungo la Statale 129 bis sta rivelandosi una mission impossible. La curva è quella tra il chilometro 63+700 e il quello 64+700 in territorio di Orotelli. Mille metri costellati dalla croci in una strada di per sé pericolosissima. Tutti d’accordo, in linea teorica, sulla necessità di renderla sicura, il che significa intervenire con la rettifica del tracciato. Ma questa battaglia di civiltà e di sicurezza si incaglia puntualmente. Il 13 gennaio era il termine in cui si sarebbe dovuta concludere la procedure che prevede la presentazione, da parte degli enti competenti, delle osservazioni sulla verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale della rettifica plano-altimetrica di quel chilometro maledetto. La Valutazione è stata richiesta dalla Regione, e la data in cui la pratica proposta dall’Anas, competente per la strada, è stata protocollata al Servizio Via dell’assessorato regionale all’Ambiente è il 16 luglio scorso. L’Anas, ente proprietario della strada, ha posto come prioritario questo intervento e ha già stanziato tre milioni di euro. Lo si può verificare facilmente, entrando nel Servizio Via e aprendo l’elaborato B2 della scheda di assoggettabilità.

In altri termini, lo stop di questo percorso – la messa in sicurezza della strada – si è impantanato all’ultimo miglio. Un limbo che non rende giustizia all’impegno di Giovanni Pintor, il giovane nuorese fratello di Matteo e Francesco, morti in quella curva il 25 dicembre 2017. Da allora Giovanni Pintor, la sua famiglia e i suoi amici riuniti sotto la sigla #AdessoBasta, hanno avviato una incredibile opera di sensibilizzazione delle coscienze, di ricerca dati, di coinvolgimento delle istituzioni ai massimi livelli. Tutto per ottenere che tragedie come quella di Matteo e Francesco non si ripetano più.

«Il termine era il 13 gennaio, ho contattato gli uffici attorno alla scadenza e mi è stato detto che saremmo dovuti arrivare alla fine di gennaio perché si era un po’ in ritardo. Ho lasciato trascorrere il tempo, e qualche giorno fa ho ripreso contatti con gli uffici del Servizio Via. Non sono ancora pronti, se ne riparlerà alla fine di febbraio», sottolinea Alberto Manca, deputato del Movimento 5 Stelle che sta seguendo da vicino la battaglia condotta da #AdessoBasta, ma anche dai sindaci della zona e dalle migliaia e migliaia di cittadini che chiedono sicurezza. Vale la pena ricordare che la decisione sull’assoggettabilità alla procedura di Via è un atto politico: «È una decisione in capo alla giunta regionale», sottolinea Manca, «dopo aver acquisito tutti gli elementi tecnici. L’assoggettabilità alla Via allungherebbe i tempi di realizzazione dei lavori».

Il titolare dell’Ambiente Gianni Lampis, al cui assessorato è in capo il Servizio Via, si è reso disponibile a verificare la prossima settimana quale sia la situazione della pratica. Ma se anche l’incartamento è negli uffici (dove, però, è arrivato già dal mese di luglio), è opportuno dire che la funzione della politica a questo punto sembra fondamentale. Se quell’opera è importante, come viene ribadito ogni 25 dicembre, davanti ai fiori collocati nel punto in cui i fratelli Pintor hanno perso la vita, è la politica a dover imprimere un’accelerata sulle priorità da seguire.

Qualche settimana fa, un’interrogazione presentata da 17 consiglieri regionali dell’opposizione (primo firmatario Daniele Cocco -Leu), ha riportato l’attenzione sulla “Necessità di provvedere con urgenza ai lavori di manutenzione e messa in sicurezza della Ss129 ricadente nel territorio della provincia di Nuoro”.

Intanto quella curva è tale e quale al 25 dicembre 2017. Mentre si valuta l’impatto ambientale, ci si dimentica di quello sociale. Si muore, di strade e di burocrazia.

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