Sequestrati 7 quintali di droga – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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SUNI. I carabinieri sospettavano già di trovare qualcosa, ma sicuramente, non di quelle proporzioni. Quando, nella tarda serata di mercoledì, i militari sono entrati nel capannone all’interno di un ovile, nelle campagne di Suni, hanno infatti trovato una enorme catasta di marijuana. Quasi 7 quintali di piante già essiccate e pronte per la lavorazione, come poi accerteranno i carabinieri della Compagnia di Macomer, all’atto del sequestro, disposto dal sostituto procuratore della Repubblica del tribunale di Orstano, Armando Mammone. Il proprietario dell’azienda, Danilo Dearca, 44 anni, originario di Suni ma residente a Bosa, si è giustificato dicendo che quella era canapa sativa, dunque legale, coltivata per conto di un’altra azienda, con tanto di autorizzazione. Spiegazione che non gli è servita ad evitare l’arresto.

Ieri, assistito dall’avvocato di fiducia, Francesco Lai, Dearca è comparso davanti al Gip del tribunale di Oristano che gli ha confermato la misura cautelare in carcere. L’allevatore resterà dunque in cella. Nel frattempo, la canapa sequestrata sarà fatta analizzare per individuare il tasso di principio attivo, indispensabile per stabilire se è del tipo legale, come dichiarato da Dearca, oppure, della varietà indica, destinata al mercato degli stupefacenti. Sembra che i militari seguissero da diverso tempo i movimenti dell’allevatore. Indagini discrete, tanto che il 44enne non si sarebbe accorto di nulla.

Mercoledì notte, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, Andrea Chelo, è scattato il blitz che ha portato al sequestro della canapa e all’arresto dell’allevatore. La stessa notte i militari hanno perlustrato palmo a palmo le campagne di Suni, controllando diversi ovili e aziende.

Negli ultimi tempi sono stati tantissimi i sequestri da parte delle forze dell’ordine, di canapa indiana la cui coltivazione sembra essere diventata un’attività integrativa del reddito di molte aziende della Sardegna. Appena un mese fa, si era conclusa con il sequestro di quasi due tonnellate (per la precisione, 1.700 chili) di infiorescenze di canapa con alto principio attivo, per un valore al dettaglio di oltre 17 milioni di euro, tre arresti e 17 denunce, la massiccia operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Oristano. Ben 500 tra ovili, capannoni e piantagioni erano stati passati al setaccio dai militari delle Compagnie di Mogoro e Ghilarza e dallo Squadrone eliportato cacciatori di Sardegna. A ottobre, nelle campagne di Santa Giusta, gli agenti della Squadra Mobile della questura di Oristano, avevano sequestrate quasi 9000 piante di cannabis indica e, a seguito delle operazioni di perquisizione che hanno interessato tutta l’area e le varie abitazioni presenti nel terreno, è stata rinvenuta e posta sotto sequestro un’altra enorme quantità dello stesso tipo di stupefacente già essiccato e stoccato all’interno di sacchi termosaldati e posti sottovuoto, per un peso superiore ai 300 chili, suddivisi in 300 pacchi. Sempre a ottobre, era stata la Guardia di finanza di Nuoro, a sequestrare 1.214 chili di infiorescenze di canapa stoccati in una capannone sito nella piana industriale di Bolotana.

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