Per rifare il sistema idrico servono 5 milioni e mezzo

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BITTI. La bomba d’acqua del 28 novembre scorso a Bitti non ha provocato solo la morte di tre persone e danneggiato almeno 400 case e decine di attività produttive. L’acqua e i detriti scesi dal paese dai canali tombati che non hanno retto ai 313 millimetri d’acqua piombati sul paese hanno devastato il sistema dei sottoservizi, e per metterli a posto serviranno almeno cinque milioni e mezzo di euro. È questa la stima fatta dal gestore idrico Abbanoa, dopo gli interventi durante la fase emergenziale che hanno permesso il ripristino del servizio a tempo di record. I cinque milioni e mezzo serviranno per rimettere a nuovo il sistema idrico, fognario e depurativo di Bitti. Il piano di interventi definitivi che serviranno a ricostruire le reti e gli impianti è stato approntato dai tecnici di Abbanoa e presentato alla Protezione civile, per i passaggi successivi che permetteranno di avere le risorse in tempi rapidi. Una diretta conseguenza della dichiarazione di emergenza nazionale, affidata alla gestione del commissario straordinario Antonio Belloi. Proprio martedì scorso, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, dopo aver compiuto un sopralluogo a Bitti accompagnato dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli, ha quantificato in 65 milioni di euro gli interventi strutturali per la mitigazione del rischio idrogeologico. Si aggiungono ai 50 milioni necessari per gli interventi di somma urgenza per mettere in sicurezza la comunità e agire sul rischio residuo, di cui oltre 11 resi immediatamente disponibili.

I danni nei sottoservizi idrici e fognari sono stati ingenti. Più di cinque chilometri di condotte danneggiate se non del tutto sradicate dal sottosuolo: si va da via Cavallotti, certamente una delle strade più devastate dalle macerie, alle vie Montanara, Roma, Nuoro, Trento, Brigata Reggio, Brigata Sassari e via Peppino Pau. La violenza delle acque ha danneggiato anche i pozzi in località Maccarronare, il partitore di Cuccureddu e il serbatoio alto. Sul fronte fognario è stato devastato l’impianto di pretrattamento a ridosso del rio Mannu e danneggiati i collettori nelle vie Deffenu, Brescia, Brigata Sassari, Peppino Pau, piazza San Giovanni e il tubo di attraversamento del rio Mannu in località ponte Marchesa. Gli accertamenti sono stati portati avanti con videoispezioni tramite sonde e mezzi dotati di sistemi di aspirazione dei detriti ancora presenti.

Fin dalle prime ore successive all’alluvione, le squadre di Abbanoa hanno avviato i lavori di ripristino del servizio idrico in via emergenziale con tubature volanti di bypass alle condotte devastate dalla piena. Ulteriori collegamenti sono stati realizzati in tutte le zone, man mano che Protezione civile, Vigili del Fuoco e volontari rimuovevano fango e macerie. Operazioni che sono state seguite sul posto non solo dai responsabili regionali dei settori interessati, ma anche dal presidente di Abbanoa Gabriele Racugno e dall’amministratore delegato Fernando Ferri.

Saranno rifatti integralmente le condotte e gli allacci in via Cavallotti, via Montanara, via Roma, via Nuoro, via Trenta e via Brigata Reggio, risistemati pozzi e serbatoi con la sostituzione delle strumentazioni idrauliche ed elettriche oltre che il ripristino del sistema di telecontrollo. Sul fronte fognario depurativo sarà risistemato l’impianto di pretrattamento e realizzati i nuovi collettori fognari.

L’elenco degli interventi definitivi potrebbe essere integrato se, nel piano generale di messa in sicurezza dell’abitato, dovessero rendersi necessarie modifiche strutturali più importanti per via dello spostamento di opere idriche e fognarie esistenti e la realizzazione di nuove opere.

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