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«Medici prestati dai reparti, si rischia il blocco della chirurgia» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. All’ospedale San Francesco, in perenne affanno per la carenza di medici, una nota della direzione sanitaria del 12 aprile impone anche ai chirurghi di turnare a supporto dei colleghi del pronto soccorso Covid ormai sull’orlo del collasso per l’impennata di casi. A quella decisione rivolta al personale dell’area medica e di quella chirurgica e che, di fatto, depotenzia ulteriormente l’attività operatoria già ridotta per la mancanza di specialisti, si oppone il consigliere regionale di Daniele Cocco. L’esponente di Liberi e uguali, con il suo collega di partito Eugenio Lai firmatario del provvedimento, si rivolge ai vertici regionali caldeggiando un intervento immediato per scongiurare il rischio di un blocco dell’attività chirurgica. «Nel presidio ospedaliero si rischia un ulteriore blackout degli interventi chirurgici programmati e degli esami ambulatoriali già prenotati» attacca Cocco che, nell’interrogazione chiama in causa sia il presidente della Giunta, Christian Solinas, sia l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu. «Con il diffondersi del contagio e l’aumentare dei ricoveri di pazienti Covid – prosegue l’esponente di Leu – si è reso necessario il potenziamento del pronto soccorso e del reparto obi (osservazione breve intensiva). Tuttavia, questo potenziamento non dovrà avvenire con il ricorso ai medici delle specialità chirurgiche, già gravemente carenti a livello di dotazione organica». La soluzione proposta dal consigliere regionale è che l’ Ats disponga l’arrivo di medici dagli altri ospedali sardi, quelli che non sono in prima linea nella lotta alla pandemia, e di tirocinanti provenienti dalle Università dell’isola . «Un’ ulteriore riduzione della forza operativa in capo alle unità delle specialità non equipollenti sarebbe davvero un grave rischio per la operatività dell’ospedale nuorese» conclude Cocco che ribadisce la necessità di non sguarnire le chirurgie del San Francesco, un polo sanitario che garantisce la copertura delle urgenze mediche h 24 nonostante la grave carenza di personale sanitario. Una criticità che va avanti da tempo: a fine gennaio, il reparto di chirurgia generale diretto da Carlo De Nisco aveva interrotto temporaneamente l’attività, anche quella in urgenza, perché in corsia erano rimasti solo quattro specialisti.

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