Man ecco la nuova commissione – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. A pochi giorni dalle dimissioni di Gabriella Belli e di Lorenzo Giusti dalla commissione esaminatrice del concorso per il nuovo direttore del Man si conosce il nome di almeno uno dei due commissari chiamati a subentrare al loro posto e dare così inizio al nuovo corso del museo nuorese. È Angela Tecce, presidente del Museo Madre di Napoli, già dirigente del Servizio II della Direzione Arte e Architettura contemporanee nel Mibact e membro del Comitato scientifico della Collezione della Farnesina. Dal febbraio scorso Tecce presiede la Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee, istituzione nata nel 2004 per promuovere l’arte e la cultura nel territorio della Campania, che appunto sovrintende al Madre, uno dei musei d’arte contemporanea più importanti a livello internazionale. Riserbo ancora sul secondo componente della commissione, la cui nomina non è stata ancora formalizzata probabilmente per la concomitanza con il periodo di festività: si sa solo che sarà una donna e che guida un importante museo nazionale. Il cda del Man, insomma, s’è messo di impegno per fugare ogni dubbio dopo il ricorso presentato da tre candidati che avevano denunciato un conflitto d’interessi, molto presunto in realtà, tra Belli e Giusti e un’altra candidata.

Domani intanto si conclude dopo tre anni e otto mesi la direzione artistica di Luigi Fassi, ma non il suo legame con Nuoro e il Man. Fassi sarà in città nel prossimo febbraio per la mostra su Carlo Levi pittore, da lui programmata, e un altro evento collaterale, durante il quale dovrebbero essere esposte anche alcune delle recenti acquisizioni del museo. Il condizionale è d’obbligo, perché per esempio l’opera “Times Square” di Nivola è ancora in fase di restauro (la famiglia cagliaritana dalla quale è stato acquistato l’ha conservato per circa quarant’anni in un ambiente domestico che non certo ha le caratteristiche conservative di un museo).

Ma l’altra importante acquisizione del museo riguarda un’opera significativa del pittore Mario Sironi, “La madre che cuce” del 1905-6, attualmente esposta a Milano nella grande mostra che il Museo del Novecento ha dedicato al maestro di origini sassaresi. Il cda del Man ha deliberato il suo acquisto da un collezionista milanese per 130mila euro. L’opera, una delle più significative del periodo divisionista del pittore, sarà in città solo dopo la conclusione della mostra che chiude il 27 marzo 2022.

Qualche novità infine nella storia infinita dell’ampliamento del museo Man in piazza Satta. Una vicenda fatta di ricorsi sull’appalto che potrebbe finalmente sbloccarsi e portare a concludere i lavori del futuro museo. Nei mesi scorsi il Consiglio di Stato ha dato ragione alla prima impresa che si era aggiudicata l’appalto, poi annullato in seguito a una sentenza del Tar che aveva accolto il ricorso della seconda classificata. A quest’ultima era stato quindi affidato l’appalto, che si sarebbe dovuto concludere a maggio, mentre i lavori sarebbero appena al 25% del totale. L’impresa dovrebbe abbandonare il cantiere in questi giorni così da permettere alla prima classificata di avviare i lavori. Sui tempi di riapertura, ovviamente, nessuno si sbilancia.

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