I volontari anti Covid, cure e umanità a domicilio

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NUORO. Da quando ha iniziato la sua attività, l’Unità mobile di mutuo soccorso ha visitato 26 pazienti tra Nuoro e provincia, l’ultimo dei quali ieri sera. Purtroppo ne ha perso due, due persone le cui condizioni erano troppo gravi. L’Umms è un gruppo di una dozzina di persone, di cui 5 medici, quindi infermieri e oss, che hanno dato vita a un’associazione no profit animata da volontari, la stragrande parte dei quali professionisti della sanità. Hanno un obiettivo, ed è quello di andare a casa dei malati di Covid, portare loro assistenza, monitorarli nei parametri che segnalano il decorso del virus, integrandosi con le Unita speciali di continuità assistenziale e i medici di famiglia. Intervengono anche in situazioni in cui la sanità non arriva, nei casi in cui il quadro clinico non è magari così grave ma è reso problematico dall’altro, grande problema generato dal Covid: la solitudine. Ci sono interi nuclei familiari che per diverse ragioni, anche dovute a comprensibili motivi di cautela e sicurezza – e qualche volta timore di venir contagiati – non vedono persone per giorni e giorni. C’è una cifra di compartecipazione umana che viene fatta propria da chi aderisce all’Umms: anzi, è un requisito fondamentale, come per chiunque operi nel volontariato.

Nuoro, quindi, ma anche Mamoiada, Torpè, Silanus, Orgosolo, Siniscola. L’età dei pazienti visitati dal 28 novembre al 15 dicembre varia tra i 48 e e gli 85 anni, il livello di gravità va dal lieve, passa per il moderato e arriva al grave. I volontari dell’Unità non si sostituiscono agli interventi da protocollo, come detto il loro intervento è di integrazione con l’Usca e i medici di medicina generale. Ma con gli strumenti di cui dispongono, i volontari hanno la possibilità di tenere sotto controllo i parametri vitali. In particolare la temperatura, la frequenza respiratoria e quella cardiaca, grazie anche al sistema di telemonitoraggio donato all’Umms da Insieme srl, che i gestisce i punti vendita di Ottana, Macomer, Nuoro e gli spazi Conad di Olbia. La società ha acquistato dispositivi per 100 persone. Il sistema allerta, attraverso un sms, le variazioni significative e di conseguenza stimola l’intervento precoce a domicilio.

Intanto da domani sarà utilizzabile l’ecografo polmonare e il laboratorio portatile. Altri due strumenti fondamentali per diagnosticare i prodromi della temuta polmonite interstiziale, e il laboratorio permetterà di accorciare notevolmente i tempi per elettrocardiogramma e verifica dei valori ematici. A breve sarà anche pronta l’ambulanza, dentro la quale tutti gli strumenti troveranno posto. L’ambulanza è un dono, ma ha bisogno di alcuni piccoli ritocchi.

Tutto questo mentre continuano ad arrivare le adesioni di medici, infermieri, persone che semplicemente si mettono a disposizione per una causa importante. In molti casi si tratta di ex pazienti Covid, che hanno attraversato le paludi della patologia e sono riusciti a superarla. Hanno anche sperimentato lo smarrimento e la paura di un mostro pericolo e che isola, e sono animati dalla voglia di aiutare gli altri a percorrere nel migliore dei modi questa strada.

I volontari dell’Unità mobile di mutuo soccorso preferiscono evitare personalizzazioni. Sono aperti alle collaborazioni e agli aiuti anche concreti, che si possono canalizzare in un conto il cui iban è IT67N0101517300000070749808. Chi volesse contattarli può invece farlo all’indirizzo mail [email protected]

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