I silenzi su Tossilo e Consorzio [Guarda le Offerte della Pescheria]

  • di

MACOMER. Le luci dei riflettori si sono abbassate da tempo e gli echi degli infuocati dibattiti che ne hanno segnato la programmazione sembrano oggi vibrazioni afone provenienti da un’altra epoca storica. Il nuovo inceneritore di Macomer, frutto controverso del più corposo investimento pubblico degli ultimi anni sul territorio del Marghine, è sostanzialmente ultimato e pronto all’avvio, eppure le sue sorti sembrerebbero avvolte da una indecifrabile cappa di silenzio ed indeterminazione. Alla Tossilo Tecnoservice, la società per azioni che dal 2000 ha gestito l’impianto per il trattamento dei rifiuti e i due forni di incenerimento poi spenti nel 2016, regna l’incertezza più assoluta. Da mesi non si registrano notizie ufficiali dal parte del Consorzio industriale di Macomer, proprietario al 99% della società, e i segnali captati fino ad oggi non sembrano rassicuranti. Sul tavolo non c’è alcuna bozza di accordo per la gestione del nuovo impianto e non c’è neppure una discussione per quel che riguarda le azioni, imminenti, da mettere in campo per l’avvio del mega forno. E non è dato sapere chi eseguirà le cosiddette “prove in bianco”, ovvero i 6 mesi di collaudo propedeutici ad avviare ad operatività il termovalorizzatore. L’ingegnere Antonio Delitala, presidente del Consiglio di amministrazione della Tossilo e attualmente unico componente dello stesso a seguito delle dimissioni presentate a novembre dai consiglieri Mario Murgia e Barbara Diana, non usa giri di parole: «La società è imbalsamata, siamo esclusi dalle comunicazioni ufficiali, è tutto in mano al commissario del Consorzio». Se la partita – per nulla secondaria nonostante il profilo sottotraccia che parrebbe aver assunto la questione nel dibattito pubblico – è tutta aggrovigliata su chi gestirà il nuovo mega forno da 60mila tonnellate di rifiuti all’anno nei prossimi decenni, di certo il Consorzio, ente pubblico in liquidazione dal lontano 2008 e guidato dal 2019 dal Commissario incaricato dalla Regione Franco Figus, sembra aver calato una mossa che lascia pochi margini interpretativi. Nell’ultima assemblea dei soci della Tossilo, convocata 10 dicembre scorso per l’approvazione di un bilancio 2019 che registra una perdita d’esercizio di quasi 900mila euro, l’ente ha chiesto infatti la messa in liquidazione della SpA di cui detiene la maggioranza, cogliendo di sorpresa i soci minoritari e facendo infuriare le sindache di Borore e Noragugume, che hanno poi espresso tutto il loro disappunto di fronte all’assessora regionale all’industria Anita Pili per una decisione unilaterale assunta escludendo i rappresentanti territoriali. A far saltare la decisione del Consorzio, prolungando per un altro anno la vita della Tossilo SpA, è intervenuta la legge nazionale approvata a fine anno che, in base al decreto legge dell’aprile 2020, sospende la liquidazione delle società pubbliche per riduzione di capitale. Significa che la società, sul filo del rasoio, resterà in piedi fino al 31 dicembre 2021, ma non che necessariamente il suo percorso risulti meno tortuoso.

«La Tossilo è in crisi – dice il commissario del Consorzio Franco Figus – e il bilancio del 2020 si chiuderà con una perdita in linea con l’anno precedente. Servono risorse. La decisione spetta alla Regione, che deve scegliere se intervenire o meno per ripianare la perdita. Ad oggi l’assessorato all’Industria non mi ha dato indicazioni precise». Il commissario Figus conferma che i lavori dell’inceneritore sono quasi ultimati ed indica una tempistica per l’accensione del forno: avverrà entro il mese di aprile. Alla domanda specifica su chi gestirà il nuovo impianto macomerese, la risposta è secca: «la partita è completamente aperta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

[Guarda le Offerte della Pescheria]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *