A Macomer la solidarietà ha il volto della Caritas

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MACOMER. Pane, pasta, farina, olio, zucchero. Sono questi i beni di prima necessità che i volontari della Caritas della parrocchia della Santa Famiglia di Macomer donano instancabilmente alle persone più povere. “Parliamo di circa un’ottantina di pacchi distribuiti mensilmente”, racconta Padre Mario. “Tutto possibile grazie al supporto della vicina parrocchia di San Francesco e a un programma della Comunità europea che fornisce cibo e tutto il necessario per aiutare chi vive in uno stato di bisogno”.

A far parte di questa catena di solidarietà anche due importanti catene di distribuzione. “L’accordo stipulato con il centro di smistamento merci dei supermercati, che ha sede nella zona industriale di Tossilo”, spiega il parroco, “ci consente di avere sempre frutta e verdura fresche insieme a prodotti prossimi alla data di scadenza”.

Un tesoro inestimabile che finisce sulle tavole di coloro che, specie in un momento difficile come quello attuale, non sarebbero in grado di acquistarli. La pandemia ha aggravato la situazione di molti e cambiato l’esistenza di altri. C’è chi, a causa delle misure restrittive anti Covid, ha perso il lavoro e non è più in grado di pagare l’affitto di casa, le bollette e neppure di fare la spesa.

“Durante il lockdown il numero delle persone che si sono rivolte alla nostra Caritas”, ammette padre Mario, “è aumentato del 30%, ma quello che ci rattrista è che in troppi non trovano il coraggio di bussare alla nostra porta”. A bloccarli è spesso il pudore. Si vergognano di chiedere aiuto. Non avere le possibilità economiche che avevano in passato li rende vulnerabili e fragili. Si rinchiudono in se stessi e soffrono in silenzio.

“Così, spesso, tocca a noi intuire questo malessere e tentare, nel rispetto dell’anonimato, di supportarli”, racconta una volontaria. “A volte donando ciò di cui necessitano, altre anche solo ascoltando le loro storie. Il conforto, la vicinanza e l’empatia non devono mancare”.

Sono all’incirca una ventina i parrocchiani della Santa Famiglia e di San Francesco che hanno scelto di fare qualcosa per il prossimo. “Una volta andata in pensione”, prosegue la signora, “ho deciso di rendermi utile. Di mettermi al servizio della comunità. Quello della Caritas è un ruolo significativo, specie al tempo del Covid. Chiunque voglia può darci una mano, la solidarietà non ha limiti”.

“Grazie alle donazioni a Natale saremo in grado di regalare anche caramelle e leccornie ai più piccoli”, conclude Padre Mario. L’augurio è che anche le persone e le famiglie più sofferenti possano avere un minimo di serenità nelle feste natalizie gravate dalla pandemia.

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