Zonchello, ritorno a su connottu

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NUORO. Giù dieci metri di muro in pietra su via Mannironi, l’apertura di un nuovo accesso per le auto sia in entrata sia in uscita dall’ospedale Zonchello, all’altezza dell’attuale rotonda che consente la svolta in viale Trieste, la creazione di una sorta di piazza verde a totale disposizione dei pedoni e degli sportivi e ben visibile dalla strada. E soprattutto, la ricostituzione della recinzione originaria degli anni Trenta: ovvero muro basso e inferriate che permettevano a chiunque di vedere all’interno. Con una determina che porta la data del 31 dicembre scorso, la giunta comunale si è impegnata in modo ufficiale a dare il via a una piccola rivoluzione che cambierà e non poco l’ingresso della città. Un progetto che fa parte del piano di rilancio della città e delle periferie, e anche del piano urbano della mobilità sostenibile che è stato elaborato da Giuseppe Peddio, ingegnere e responsabile unico del procedimento.

Ma tra norme, elaborati e piani, una buona parte, anche se in modo inconsapevole, ce l’ha avuta mamma Pietrina Manca. Era stata lei, infatti, l’anziana genitrice dell’ex assessora al Traffico, Maria Boi, a ricordare alla figlia ed esponente della giunta Soddu, che il muro dello Zonchello ai suoi tempi non era affatto come lo vedono ora i nuoresi. «No, fizza mè – aveva detto alla figlia assessora – io lo ricordo bene, quel muro era basso e poi aveva le inferriate. Tanto che dalla strada si vedeva bene lo Zonchello. Pensa che una volta, quando ero ricoverata, da quelle inferriate mi avevano passato alcune cose che mi servivano durante il ricovero». Ebbene, mamma Pietrina non poteva saperlo, ma proprio quel suo ricordo si è rivelato prezioso per dare lo spunto alla figlia Maria nell’avviare una piccola ricerca storica sul “sanatorio”, come tanti a Nuoro chiamano lo Zonchello. Prima di buttare giù anche solo un metro di quel muro, infatti, trattandosi di edificio storico, bisognava chiedere il via libera della Soprintendenza ai beni culturali, e per convincere quest’ultima bisognava dimostrare che il progetto del nuovo accesso allo Zonchello prevedeva anche il ritorno alla recinzione originaria. Ed è così che l’allora assessora Boi, tutt’ora consigliere comunale di maggioranza, dopo lo spunto fornitole da mamma Pietrina, mette in moto le sue conoscenze e chiede l’aiuto di alcuni nuoresi.

Il resto è storia di qualche mese fa: quando la ricercatrice Marina Moncelsi, insieme alle sue conoscenze storiche mette a disposizione la sua folta collezione di cartoline d’epoca, e gli amici della sezione nuorese del Fai, il fondo ambiente italiano, fanno altrettanto. L’istantanea che fotografa lo stato della Zonchello alla fine degli anni Trenta e negli anni immediatamente successivi, sta proprio lì: il muro che dava su via Mannironi era basso e c’erano anche le inferriate. Proprio come raccontava mamma Pietrina. Il parere della Soprintendenza ai lavori per buttare giù una parte del muro dello Zonchello, e ripristinare l’originaria recinzione, insomma, non poteva che essere positivo. Ed è arrivato lo scorso 29 settembre. I tempi per dare il via ai lavori, stando ai programmi, dovrebbero arrivare in fretta: non sarà necessario un bando di gara, infatti, perché si tratta di opere entro una certa soglia di costo. Creare un nuovo accesso allo Zonchello, a partire dalla rotonda che consente la svolta in viale Trieste, buttare giù dieci metri di muro, e ripristinare l’originario insieme a uno spazio verde, costerà 94mila euro. Metà li metterà l’Ats, metà il Comune, in base a un accordo siglato nei mesi scorsi e con il pieno consenso delle parti. L’obiettivo finale è anche quello di snellire il traffico all’ingresso di Nuoro, ed evitare il solito “imbuto” tra la svolta verso viale Repubblica e l’attuale ingresso per lo Zonchello.

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