Voltalacarta ha festeggiato il Dantedì con ospiti di rilievo e un pubblico di studenti e studentesse di otto nazionalità diverse – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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La poesia è un’arte che scava nelle profondità dell’essere umano, le indaga e le sublima. Eppure, ai nostri giorni sembra essere diventata un esercizio per pochi. 

Loredana Rosa, presidente di Voltalacarta e docente di italiano L2 del Cpia, ha scelto proprio la poesia – tra gli altri strumenti didattici – per insegnare la lingua del Bel Paese alle sue studentesse straniere. E nel settecentesimo anniversario della morte di Dante, ha deciso di dar vita a un corso dedicato al Sommo Poeta e alla sua opera più importante, la Divina Commedia, in particolare alla cantica dell’Inferno. Il corso “A riveder le stelle. Dante oltre confine” è cominciato a gennaio e nel giorno del Dantedì ha proposto un evento di altissimo livello, una vera e propria lectio magistralis, grazie alla presenza di due illustri ospiti: il poeta e critico letterario del Corriere della Sera, Franco Manzoni, e il giornalista e scrittore Giacomo Mameli. Ad assistere alla speciale lezione, intitolata “Dante poeta? Sì, ma anche cronista”, oltre alle studentesse del corso – tutte residenti in Sardegna ma provenienti da sette nazioni diverse – anche gli allievi del corso di italiano della scuola “Come mai” di Madrid, guidati dal docente Andrea Moro.

Un’iniziativa lodata da Manzoni, che ha sottolineato quanto il poeta fiorentino non sia soltanto attuale, come spesso si dice, ma perfino più avanti dei nostri tempi, e come sia divenuto Poeta nazionale soltanto di recente, negli ultimi duecento anni, a causa del suo ribellismo, del suo essere stato un “migrante combattivo” e quindi scomodo non solo per il suo tempo ma per molti secoli a venire. “Con la Commedia, Dante non si limitò a fondare una nuova lingua, ma rivoluzionò il compito della poesia: con lui nasce l’indignazione civile”.

Mameli ha rimarcato come Dante rispetti le regole fondamentali del buon cronista: chi, cosa, quando, dove, come e perché. “Alighieri è un cronista del suo tempo e un cronista dell’anima; e quando dà voce ai suoi personaggi, essi parlano con le proprie idee e le proprie parole”. 

Lo scrittore di Perdasdefogu ha dato una lettura quanto mai carnale del poema, in specie del Quinto Canto e del celebre episodio dedicato a Francesca, uccisa insieme all’amante Paolo dal marito Gianciotto, in quello che è stato definito il primo femminicidio nella storia della letteratura. 

Mameli ha anche accostato Dante ai grandi poeti di ogni tempo per la sua capacità di sondare le profondità dell’animo umano. A cominciare dal suo mentore Virgilio, naturalmente, come sottolineato da Marisa Fuentes, studentessa madrilena, per la quale la lettura dell’Eneide è fondamentale per una completa comprensione della Commedia. O come Shakespeare, citato da Nila Rahayu, studentessa indonesiana che ha posto l’accento sulle affinità tra le figure tragiche di Francesca e Paolo e Giulietta e Romeo.

Gratitudine è stata espressa dalle allieve, per le quali lo studio della Commedia non è solo uno strumento e uno stimolo per lo studio dell’italiano, ma qualcosa di più grande e profondo, un modo per conoscersi meglio e per sentirsi più unite, un sentimento necessario oggi più che mai. 

Maryana Borisova ha ricordato di aver studiato Dante in russo al liceo: “Mai mi sarei aspettata che un giorno lo avrei letto e studiato nella sua lingua originale”. 

La messicana Ana Maria Serna ha evidenziato come in ognuno di noi convivano inferno e paradiso e come si possa passare dall’uno all’altro in un istante.

“Raccontare se stessi, il tempo che si vive, restare sempre coerenti e utilizzare la propria scienza secondo coscienza senza mai perdere il senso etico: questo ci insegna Dante”, ha chiosato Jana Dobromirescu, romena come Loredana Luciu che riconosce in Dante “un poeta universale, perché non ha parlato solo alla sua generazione all’umanità intera; io mi sento fortunata a poter seguire questo corso, visto che in Romania non ho potuto”.

Loredana Rosa ha sottolineato l’importanza di aver organizzato un evento di spessore in un piccolo centro della Sardegna, una periferia da cui si sono dipartiti fili che hanno legato tante nazionalità differenti. “Insieme a tutte queste persone meravigliose”, ha concluso la docente, “oggi abbiamo percorso un pezzetto di Viaggio davvero indimenticabile, sotto tanti cieli diversi che l’immenso firmamento della Poesia unisce e abbraccia”. 

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