Vittoria del padre nuorese vittima del sisma del 2016 [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. Mario Sanna ha vinto la sua battaglia e ha interrotto lo sciopero della fame che durava da venti giorni. Ne ha dato notizia lui stesso ieri mattina nella sua pagina Facebook, nel video-bollettino quotidiano di una vicenda per la quale ha ricevuto una vasta solidarietà nel Lazio, dove vive da decenni, e nella sua città natale, Nuoro. Sanna, vittima con la sua famiglia del terremoto del 2016 (nel quale è morto il maggiore dei suoi figli, Filippo), protestava perché le norme di aiuti dopo il sisma avevano trascurato chi, come lui, viveva in una casa in affitto, sia pure da vent’anni, e intende realizzarne una nuova a proprio spese ma con l’esenzione degli oneri di costruzione. «Cari amici – queste le sue parole – oggi è un gran giorno: il presidente della commissione bilancio alla Camera onorevole Fabio Melilli di concerto con il commissario per la ricostruzione dottor Giovanni Lentini hanno lavorato alla stesura dell’emendamento che consentirà ai locatari di abitazioni colpiti da calamità di essere esentati dal pagamento degli oneri di costruzione al pari dei proprietari usufruttuari o fruitori di diritti reali di godimento. L’emendamento sarà inserito nel decreto mille proroghe che andrà in votazione la prossima settimana. Confidando nella sua approvazione e in coerenza con ciò che abbiamo sempre sostenuto, da questo momento io, Bartolomeo Smaldone e Oscar Ramirez Dolcet (gli amici che avevano appoggiato la sua battaglia in prima persona, ndr) sospenderemo il nostro sciopero della fame, fermo restando che resteremo vigili affinché tutto vada a buon fine».

Sanna chiede che venga modificata una norma della legge 189 del 2016, promulgata proprio per il terremoto del 24 agosto di quell’anno, laddove stabilisce una serie di agevolazioni per le persone che hanno perso la casa in cui abitavano. Il fatto è che la legge tutela solo i proprietari di case, o coloro che le avevano in usufrutto, ma trascura quanti erano in affitto, anche se da lungo tempo. Nella casa devastata dal crollo Mario Sanna e la sua famiglia abitavano da ben 18 anni. Quel giorno d’agosto, insieme con la morte del figlio Filippo, di 22 anni, hanno perso tutto. Ora a distanza di cinque anni, vorrebbero costruirsi una casa, nelle campagne di Rieti. «Lo facciamo a nostre spese, ma ci vengono chiesti oneri di costruzione per 42mila euro. Lo ritengo profondamente ingiusto e mi chiedo perché, se i proprietari di case o semplicemente chi ci abitava sono esentati da questo pagamento, e nel caso dei proprietari gli viene finanziata anche l’intera costruzione, la mia posizione non debba essere assimilata alla loro, quantomeno sospendendo gli oneri di costruzione».

Cinque anni fa la tragedia della famiglia Sanna, travolta dal terremoto nell’Italia centrale, aveva commosso tutta la Sardegna e in particolare Nuoro, la città dalla quale Mario Sanna, oggi sessantenne, era partito alcuni decenni prima per trasferirsi ad Amatrice, in provincia di Rieti. La casa in cui l’ex rappresentante di commercio viveva con la moglie e i tre figli era crollata durante il terremoto e il maggiore dei ragazzi, Filippo, studente universitario, aveva riportato traumi gravissimi. Una settimana dopo era morto. In suo ricordo i genitori hanno fondato un’associazione che si occupa di cultura e beneficenza in particolare con borse di studio.

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