Violenza sessuale, la difesa: «L’imputato deve essere assolto» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «Coerente e credibile il racconto della persona offesa che ancora porta i segni delle violenze subite». Ieri al processo per violenza sessuale aggravata dalla crudeltà, nei confronti di una minorenne, che vede imputato un 23enne di Mamoiada, M.C., accusato di averle provocato lesioni con dell’acido e una grattugia, e di aver minacciato e molestato un’altra giovane in un momento diverso, hanno discusso i difensori della parte civile e della difesa. L’avvocato Paolo Tuffu, dopo aver ricordato che la giovane, più volte sentita in aula, aveva confermato davanti ai giudici quanto denunciato nel febbraio di 4 anni fa: ossia le violenze e le lesioni subite in un clima di paura e di tensione, avvenute tra il 2016 e il 2017, in un’area esterna dell’hotel Paradiso, chiuso da tanti anni, si è associato alla richiesta del pubblico ministero Giorgio Bocciarelli, che nella scorsa udienza, alla fine della requisitoria, aveva sollecitato per l’imputato, una condanna a 7 anni e 6 mesi di reclusione.

Di parere opposto i difensori del 23enne, gli avvocati Michele Mannironi e Nanni Porcu che rifacendosi agli elementi emersi nel corso del dibattimento hanno fornito al collegio, presieduto dal giudice Luisa Rosetti, una versione alternativa dei fatti, prima di chiedere l’assoluzione dell’imputato. «Sono solo bugie. La persona offesa si è inventata tutto. Il rapporto tra i due giovani è durato poco più di due settimane, e lei era consenziente. Poi non si sono più visti». Ma se per il pubblico ministero, né la persona offesa, né l’altra giovane (che non si è costituita parte civile), avrebbero potuto raccontare una storia simile senza alcun motivo, per i difensori dell’imputato la questione andrebbe inquadrata in un contesto di disagio giovanile particolare. Secondo i due avvocati, infatti, la giovane avrebbe accusato l’ex fidanzato per attirare le attenzioni di un altro giovane che, raccolte le confidenze della presunta vittima, le avrebbe poi raccontate in giro. La vicenda particolarmente delicata, ricostruita nel corso delle udienze in un’aula a porte chiuse, era venuta alla luce dopo una denuncia presentata dai Servizi sociali. Il 20 dicembre dopo eventuali repliche, è attesa la sentenza. (k.s.)

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