Violenza giovanile, allarme a Siniscola

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SINISCOLA. Proseguono le indagini da parte dei carabinieri di Siniscola per fare piena luce sul ferimento del quindicenne aggredito da tre ragazzi alla periferia sud del Paese. I militari hanno sentito diverse persone utili a fare piena luce sull’episodio e al completamento delle indagini. Dopo la querela presentata dai genitori del ragazzo e l’acquisizione del certificato di prognosi rilasciato dai sanitari del pronto soccorso di Nuoro, i carabinieri invieranno un dettagliato rapporto all’autorità giudiziaria che fa capo e al tribunale per i minorenni di Sassari.

In attesa che siano chiarite le modalità che hanno portato al grave gesto, unanime condanna è stata espressa in citta. Dopo il sindaco Farris, interviene anche la minoranza consiliare. Caterina Floris, del gruppo Zente Nova-Uniti per Siniscola, esprime forte preoccupazione per l’atto di violenza. “L’aggressione che poteva avere epilogo tragico ha scosso la nostra comunità ed ha avuto ampio risalto sulle reti televisive regionali e sulla stampa”, dice. “Sono azioni che non possono passare come semplici liti tra adolescenti. Sono azioni di violenza che mettono in evidenza il disagio, le difficoltà, le paure e il mancato rispetto delle dinamiche e comportamenti che sono basati su azioni positive e conoscenza degli strumenti per gestire i conflitti. In Italia abbiamo il triste primato europeo di adolescenti che a 12/13 anni consumano alcool e cannabis e poi eroina, pasticche, cocaina. Cresce in modo esponenziale la diffusione dei fenomeni di bullismo e violenza. La Sardegna è al primo posto per l’abbandono scolastico, abuso di alcool , droga, dipendenza da ludopatia e siamo la regione con la più alta percentuale di disoccupazione. Un miscela che non esplode in ribellione contro questo malessere ma che sta consumando distruggendo le nostre comunità nell’indifferenza assoluta”.

“È necessario”, conclude Caterina Floris, “che l’agenda politica di ogni amministrazione preveda grossi investimenti nel settore delle politiche sociali a supporto della scuola, della famiglia e soprattutto si operi perché bambini e ragazzi abbiano strumenti, spazi fisici, strutture dentro le quali si possano aprire e realizzare progetti culturali, formativi, ludici con operatori preparati. Sportelli di supporto alle famiglie e un aiuto per prevenire il disagio”.

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