Via allo screening, test per centomila [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. È corsa contro il tempo per definire gli ultimi dettagli della tappa nuorese della campagna di screening “Sardi Sicuri”. Dopo lo stress test dell’Ogliastra, il piano regionale coordinato dal professor Andrea Crisanti fa tappa nella provincia coinvolgendo i 52 comuni della Assl di Nuoro. Uno sforzo imponente che necessita di numeri e adesioni importanti in vista del primo appuntamento (sabato 6 e domenica 7 febbraio) e del secondo previsto per il 13 e 14 febbraio. Diversi gli argomenti toccati nell’incontro, a tratti acceso, tra Massimo Temussi commissario Ares-Ats con i sindaci del territorio andato in scena, ieri mattina, al teatro Eliseo. Tra una rivendicazione e l’altra – gli amministratori locali da tempo denunciano sia le criticità del San Francesco, dove mancano ben 130 medici con i reparti sull’orlo della chiusura, sia quelle del territorio dove a mancare sono i medici di base, i pediatri e gli specialisti ambulatoriali – il commissario e i vertici di Assl e ospedale, Gesuina Cherchi e Grazia Cattina, hanno fatto il punto della situazione. Nonostante il durissimo confronto rimane forte la voglia di collaborazione.

«Sul fronte della sofferenza della sanità nel Nuorese l’obiettivo è tenere alto il confronto tra azienda e sindaci. Gli stessi sindaci che hanno già dimostrato di credere in questa campagna che parte del territorio», ha osservato Massimo Temussi. Per il monitoraggio sono previste 60 sedi e 120 postazioni. Solo a Nuoro città ci saranno 7 sedi e 21 postazioni di esecuzione del tampone. Questo vuol dire per ciascun fine settimana è prevista una partecipazione di 100mila persone con l’utilizzo di circa 200mila test. Una macchina imponente che necessità di tantissimi operatori.

«Servono 180 medici, 300 infermieri e assistenti sanitari e 120 amministrativi per ciascuna delle 4 giornate», ha sottolineato Antonello Podda, coordinatore del monitoraggio del nuorese. All’appello mancano ancora degli operatori. Per questa ragione Ats ha lanciato un appello a tutti quanti vogliono partecipare, sia come sanitari (medici o biologi, infermieri, assistenti sanitari o tecnici di laboratorio) che come amministrativi.

Questi, invece, i numeri dei dispostivi di protezione individuali che verranno utilizzati: 250mila guanti, 7.200 tute e altrettante cuffie, 15mila calzari, 15mila mascherine chirurgiche e 5mila maschere facciali Ffp2. «La campagna – ha spiegato Podda – prevede che siano testati, su base volontaria, tutti gli abitanti dai 10 anni in su, a distanza di una settimana, con due metodiche diverse di ricerca del virus». La prima settimana si tratterà di un test rapido antigenico a lettura ottica cromatografica, la seconda settimana si tratterà di una test rapido antigenico a immunofluorescenza con ausilio di un apparecchio di lettura. In entrambi i casi l’esito sarà disponibile entro 15 minuti.

Tutti i partecipanti dovranno recarsi alla postazione muniti di tessera sanitaria e, all’atto dell’accettazione, riceveranno una utenza e una password per collegarsi ad internet e visualizzare autonomamente l’esito. Gli studenti che sono a lezione il sabato mattina nelle scuole che ospitano lo screening potranno effettuare il test direttamente in quella scuola, e così anche tutto il personale della scuola. Infine, ogni persona risultata positiva sarà immediatamente sottoposta a tampone molecolare insieme a tutti i contatti stretti. In questo caso l’esito sarà comunicato entro le 12 ore successive.

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