Vaccino rinviato per 192 pazienti fragili – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Sono 192 i pazienti fragili che avrebbero dovuto ricevere la prima dose di vaccino anti-Covid Pfizer ieri mattina all’ospedale San Francesco. Malati oncologici, ematologici e dializzati. Non se ne è fatto nulla, giovedì sera hanno ricevuto una telefonata dai medici dei reparti che li hanno in cura. Sono stati avvisati del rinvio della vaccinazione ad una data non lontana, mercoledì prossimo 7 aprile. Molti di loro non l’hanno presa bene (in questa pagina riportiamo una testimonianza), e c’è da capirli. Anche perché la loro individuazione è stata fatta attraverso un lungo lavoro da parte del personale sanitario che ne conosce il percorso terapeutico e le storie personali. Perché si potessero presentare all’appuntamento con il vaccino è stata necessaria una lunga preparazione, in gran parte dei casi la sospensione delle cure alle quali vengono sottoposti. Si parla di pazienti per i quali la fatica del vivere è strettamente intrecciata con orari, macchinari, medicine. Non c’è solo questo aspetto. All’ospedale si sono dovuti predisporre accessi, stabilire fasce orarie, per loro e per i care giver, termine che indica le persone che si prendono cura di loro, familiari e non. E poi, tutto rinviato, così in un amen.

A far saltare tutto, sarebbe stato un “difetto di comunicazione”. Così lo definisce la referente unica per le vaccinazioni della Assl di Nuoro, Maria Carmela Dessì. Cosa significa? «C’è stato un difetto di comunicazione con i reparti, dove evidentemente si sono proiettati molto avanti con la preparazione dei pazienti, in un momento in cui si è verificata una concomitanza fra la somministrazione tra prime e seconde dosi». In altri termini, sempre secondo la dottoressa Dessì, «le chiamate di coinvolgimento dei pazienti sono state avviate in un momento in cui si sono sovrapposti i calcoli delle dosi disponibili tra la prima e la seconda dose da somministrare». Non c’erano abbastanza dosi vaccinali per procedere alla somministrazione della prima dose ai pazienti fragili. Ma possibile che non si fosse pensato per tempo a questa “sovrapposizione”? «Diciamo che i pazienti sono stati chiamati precocemente rispetto all’alert che è stato inviato per la somministrazione. Il numero delle prime dosi era inferiore a quello dei richiami da fare, e non si poteva far saltare la seconda somministrazione – spiega ancora Dessì –. Abbiamo preferito ritardare, ma di pochissimi giorni, la prima dose per i pazienti fragili, che, se non ci fossero state di mezzo le festività, l’avrebbero ricevuta lunedì, quindi con soli tre giorni di ritardo». Di fatto, nel timore di non riuscire a fare tutti i richiami, si è preferito far slittare le prime dosi. Ora si andrà a mercoledì, visto che, chiarisce sempre la responsabile, «Da martedì prossimo è in arrivo una importante quota di vaccini». Al San Francesco si possono vaccinare sino a 350 pazienti al giorno, nell’hub 800. Sono circa tremila i pazienti oncologici destinati all’hub. Senza dubbio si tratta di procedure complesse che «avvengono attraverso il lavoro di una equìpe», sottolinea ancora Maria Carmela Dessì.

Ma resta il fatto che la programmazione sia saltata dall’oggi al domani, almeno per quanto riguarda i 192 pazienti rimandati. Qualcosa non è andato per il verso giusto: quando si è avviata la procedura per individuare i pazienti fragili per la prima dose, ci si è evidentemente dimenticati che bisognava somministrare la seconda dose agli altri. Viene difficile credere che in ben tre reparti i medici e il personale non si siano coordinati con lo staff vaccinale, giorni e giorni fa. Appuntamento rimandato a mercoledì, dunque. Per 192 persone sarà una Pasqua in fragile attesa.

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