Vaccini, Sardegna maglia nera: solo 67,5% dosi somministrate. La voce della deputata Lapia: «Subito priorità alle persone fragili» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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La Sardegna continua ad arrancare nella campagna nazionale di vaccinazione anti Covid-19. L’Isola è all’ultimo posto tra le regioni d’Italia con una percentuale del 67,5.

E sul piano vaccinale ecco la voce della deputata sarda Mara Lapia (CD) che chiede ad ATS e alla Regione Sardegna di fare presto con la somministrazione delle dosi.

“Fare presto ed in fretta”. È un appello senza mezzi termini quello della capogruppo alla Camera dei Deputati della componente Centro Democratico. La deputata torna a far sentire la propria voce sui numeri del piano vaccinale che si registrano in Sardegna nelle ultime ore.

“Su 183 mila dosi giunte sull’isola – dichiara Lapia – quelle somministrate alle fasce prioritarie sono appena il 73%. Numeri che lasciano la Sardegna ultima in classifica, a dispetto di tutte le altre regioni italiane, con una campagna vaccinale che ha raggiunto appena il 2,6 percento della popolazione totale. Continuiamo a registrare ritardi ingiustificati in un momento drammatico per tutto il paese”.

“In questa fase – prosegue la parlamentare – è necessario vaccinare le persone fragili, dando loro priorità e mettendo in campo un piano di vaccinazioni con obiettivi chiari e target ben definiti che siano in grado di proteggere i cittadini più vulnerabili. Una pianificazione e un’accelerazione della campagna che sia capace di portare la nostra regione, insieme al Paese, verso una nuova normalità”.

“Prioritario dunque potenziare la campagna di vaccinazione proposta dal Governo, finalizzata a coprire le persone più a rischio quali gli over 65, pazienti affetti da patologie gravi e quelli interessati da multi morbilità. Il raggiungimento di tali obiettivi e di risultati in tempi rapidi potrà concretizzarsi solo attraverso uno sforzo collettivo, logistico, sociale e politico”.

“Gli sforzi di immunizzazione nei confronti delle categorie fragili porterebbero al sostanziale abbattimento degli indicatori di mortalità, rendendo possibile l’allentamento delle misure di contenimento, e l’avvio della fase di ripartenza”.

“Un ritorno alla normalità post Covid – conclude Lapia – con una ripresa di tutti i servizi e l’accesso a tutti gli spazi, pur mantenendo le misure precauzionali. È possibile uscire da questa fase di incertezza rimettendo esclusivamente i cittadini nelle condizioni ottimali per curarsi e prevenire altre patologie, di godere di tutti i propri affetti, di apprendere, di lavorare, di programmare la propria vita, di guardare al futuro”.

“Si tratta di ricondurre il Covid-19 a una epidemia a bassa letalità e quindi di superare definitivamente la stagione dei lockdown come unica arma di contenimento. È il momento che i vertici di ATS prendano contezza del fatto che, proseguendo con questa disorganizzazione generale, rischiamo di vanificare completamente gli sforzi messi in campo dall’intera popolazione sarda”.

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