Vaccini, all’Assl si cambia: serve consenso informato

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LANUSEI. Campagna di vaccinazione anti Covid 19: dopo l’esposto in Procura l’Assl di Lanusei cambia in corso d’opera le modalità di vaccinazione per le convocazioni di chi ha diritto al preparato antivirus della Pfizer. Alle prime, informali chiamate fatte via Whatsapp seguiranno mail formali con l’anticipazione del consenso informato, la cui firma è necessaria per essere sottoposti all’inoculazione del vaccino all’ospedale Nostra signora della Mercede, unico punto di somministrazione in Ogliastra. L’inversione di marcia nelle procedure è contenuta in quel famoso Piano di vaccinazione locale, la cui presunta mancanza è al vaglio della magistratura dopo la segnalazione di un operatore sanitario che, non essendo stato vaccinato nonostante il suo lavoro lo porti a contatto con persone a rischio, ha chiesto che la Procura faccia chiarezza sul rispetto delle priorità.

Sulla controversa vicenda anche la Regione vuole fare chiarezza. A Cagliari, numeri alla mano, si sta verificando che le indicazioni inviate dalle uffici regionali non siano state disattese: risulterebbe che siano ben 113 gli operatori sociosanitari che lavorano nel presidio ospedaliero a non aver ancora ricevuto la prima dose. Non solo: la vicenda è arrivata all’attenzione del ministro della Salute, Roberto Speranza, e di Domenico Arcuri, commissario straordinario che si occupa dell’emergenza sanitaria e della campagna vaccinale, campagna che ha subito un blocco a causa della diminuzione delle forniture da parte della Pfizer. «Ogni singola dose di vaccino sottratta a chi, in questo difficile frangente, è in prima linea nella lotta al Covid 19 è un gesto di una gravità inaudita. Anche solo il sospetto che ciò possa essere accaduto, come paventato nell’esposto, impone una verifica strettissima da parte della Regione e del Governo», attacca la deputata e componente della Commissione sanità Mara Lapia, che ha inviato una lettera ai vertici nazionali e al commissario straordinario Covid 19. I sospetti avanzati sulle vaccinazioni ad amministrativi non ospedalieri, alcuni dei quali in “smart working” e, di contro, la mancata vaccinazione per chi lavora in servizi particolarmente a rischio come l’Igiene pubblica, devono avere un riscontro immediato. E in attesa che le indagini dei Nas e l’inchiesta della magistratura facciano chiarezza su eventuali rilievi penali, Lapia chiede che la Regione vigili sull’operato di ogni Assl della Sardegna. «Non è moralmente accettabile – è la sua conclusione – in piena pandemia che ha mietuto tante vittime tra gli operatori sanitari, anche solo immaginare che ci siano stati dei favoritismi».

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