Va in scena la vita del poliziotto transgender – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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OTTANA. La vicenda intima, umana e personale di Carla Baffi, l’ex poliziotto transgender di 55 anni, 51 dei quali vissuti come Enzo Giagoni, sarà al centro della tournée oltre Tirreno della compagnia teatrale I Barbariciridicoli, diretta dal regista Tino Belloni. Due le tappe in calendario: Mendrisio, in Svizzera e Parabiago, in provincia di Milano. Il primo spettacolo, che si intitola “Carla o dell’essere se stessi”, si terrà oggi, venerdì 12 novembre, a Mendrisio, nel teatro Centro sociale, in via Agostino Maspoli, nel quartiere di Casvegno, con inizio alle 20. Seguirà il dibattito “La realtà oltre” con la partecipazione dell’associazione “Imbarco immediato”. Domenica 14 novembre, invece, la compagnia barbaricina con sede Ottana si trasferirà a Parabiago, dove sono in programma due spettacoli. Nella Biblioteca Civica in via Brisa 1, con inizio alle 16.30, I Barbariciridicoli metteranno in scena il collaudato spettacolo “Comare Vardetta & Co”: un simpatico e allegro siparietto con al centro la figura tipica e identitaria della comare sarda.

Seguirà lo spettacolo al centro della tournée che ha per protagonista assoluta Carla Baffi, che, sul palco, con la regia di Tino Belloni, interpreterà se stessa. “Carla o dell’essere se stessi” racconta un percorso di vita autobiografico, intenso ed emozionante, quello appunto di Carla Baffi, che, fino a quattro anni fa, era Enzo Giagoni, poliziotto a Olbia, una figlia di 30 anni, quattro donne importanti nella sua vita e un matrimonio durato 24 anni. Alle spalle un evento tragico e doloroso che lo vide tra i protagonisti dell’alluvione causata dal Ciclone Cleopatra nel 2013, a cui drammaticamente sopravvisse, ma che gli strappò dalle mani la figlioletta Morgana, di soli 2 anni, insieme alla sua nuova compagna Patrizia, inghiottite in un fiume di fango.

«Carla – spiega Tino Belloni – racconterà agli spettatori di Parabiago e Mendrisio il suo intimo percorso personale, che la sta portando a essere ciò che si sentiva da sempre e che, per convenzione sociale e timore, ha sempre nascosto: una donna imprigionata in un corpo che non era suo, costretta continuamente a negare e uccidere se stessa, per non dispiacere agli altri, per la paura del loro rifiuto e del loro abbandono». La tournée teatrale, che gode della collaborazione della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, è organizzata della Fasi (Federazione associazioni sarde in Italia), con l’ospitalità dei circoli culturali sardi “Sa Berritta” di Lugano e “Su Nuraghe” di Parabiago.

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