Ussassai e i diritti negati Il sindaco dà battaglia – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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USSASSAI. «Rispetto a tanti servizi essenziali, continuiamo essere figli di un Dio minore. Fra l’altro, da anni attendiamo di potere avere un medico di base che operi regolarmente nel nostro paese, ma ancora nulla. Mentre ad Arzana la situazione, sia pure in maniera temporanea per sei mesi, è stata risolta in poco tempo». Francesco Usai, eletto sindaco del paese alle amministrative di fine ottobre del 2020, nei primi sei mesi del proprio mandato le ha tentate tutte «per potere vedere riconosciuto il diritto alla salute della mia comunità; ma anche ad avere lo sportello dell’istituto di credito e l’ufficio postale aperti, non tre o due giorni alla settimana, ma cinque».

Ussassai conta appena 506 residenti, (il paese più piccolo fra i 23 che fanno capo all’Ogliastra), la maggior parte dei quali anziani. Ma fino a ora le istituzioni sono state sorde al grido d’aiuto lanciato dal primo cittadino In riferimento a tanti servizi negati o erogati con il contagocce. E così, sabato pomeriggio si è lasciato andare a quella che ha definito «l’amara e furiosa riflessione del giorno». Francesco Usai ha così ricordato le numerose e gravi problematiche quotidiane che devono affrontare quotidianamente gli ussassesi: assenza di un medico, trasporti e viabilità, rete internet, banca e ufficio postale.

«Si tratta – sottolinea con forza il primo cittadino del più piccolo centro territoriale, che si sente abbandonato dallo Stato, dalla Regione e da altri enti – di un elenco di servizi carenti o quantomeno decisamente insufficienti. Per cui chiedo: a cosa si deve la causa di tutto questo? Forse all’esiguo numero degli abitanti del mio piccolo paese? E dire che continuano tutti a parlare della necessità di salvaguardare i piccoli centri delle zone interne dell’isola».

Il capo dell’esecutivo comunale è veramente imbufalito: «Quindi, in sintesi gli euro che vengono versati in tasse dai residenti ussassesi, servono per dare le comodità, gli agi e farsi belli gli altri centri più grandi o più “titolati” (anche politicamente agganciati)? Se le cose sono davvero messe così è il caso di ridurre drasticamente questo furto legalizzato. Non escludo, a breve qualche iniziativa clamorosa da parte mia. D’altronde, non devo fare carriera politica. Io voglio soltanto il bene della mia comunità, che non può continuare a essere dimenticata ».

Il sindaco Francesco Usai continuerà con le sue richieste all’Ats, ai vari assessorati della Regione, ai ministeri e ad altri enti. «Devono darci delle risposte in tempi strettissimi. Non è più tempo di inutili promesse».

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