Una targa dedicata alle operatrici della sanità. Un riconoscimento molto sentito da Gesuina Cherchi, unica donna tra i Commissari ASSL – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Una targa per ricordare l’impegno del personale sanitario e, in particolare, delle donne, in un anno davvero impegnativo a causa della pandemia del virus COVID-19.

In occasione della Festa della donna, la Commissione regionale per le pari opportunità tra uomini e donne ha consegnato una targa alle direzioni regionali sanitarie per ricordare l’impegno e l’abnegazione di tutti le/gli operatori e le operatrici della sanità che con coraggio e spirito di sacrificio hanno affrontato l’emergenza sanitaria COVID-19 che ha colpito l’Italia e la Sardegna.

In particolare, le commissarie desiderano riconoscere il ruolo straordinario della donna in questo difficile anno anche all’interno delle strutture sanitarie. «L’8 marzo – dicono le commissarie – è una data importante che ci consente di riflettere sulle importanti conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, ma allo stesso tempo ci offre l’opportunità di denunciare le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto nel mondo». La targa di ringraziamento è stata consegnata dalle commissarie ad alcuni dirigenti sanitari della Sardegna come rappresentanti di tutto il personale impegnato nell’emergenza. Un riconoscimento particolarmente gradito dal Commissario Straordinario dell’ASSL di Nuoro, Gesuina Cherchi, unica donna tra i Commissari ASSL, da sempre sensibili a queste tematiche, componente del Tavolo ISS (Istituto Superiore della Sanità) per la Medicina di Genere, nonché promotrice e coordinatrice, a livello aziendale, del programma nazionale Bollini Rosa, iniziativa della Fondazione ONDA (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere), che negli ultimi anni ha portato lusinghieri riconoscimenti all’Ospedale San Francesco, premiato con 3 bollini, che sono il massimo della valutazione.

«Mai come quest’anno – dichiara Gesuina Cherchi –, nella ricorrenza dell’8 marzo, sento il dovere di ringraziare tutte le donne della grande ASSL di Nuoro, che operano in prima linea per la salute dei cittadini. Che si misurano con dedizione e impegno, in particolare in quest’anno segnato dalla sfida più dura con cui il sistema sanitario e assistenziale deve fare i conti: il COVID-19». «In questa giornata dedicata alle donne – prosegue il Commissario Straordinario – voglio ringraziare tutte le dottoresse, le ricercatrici, le dirigenti, le infermiere e tutte le operatrici (dei ruoli sanitario, tecnico e amministrativo) che ogni giorno lavorano senza sosta per garantire e tutelare la salute dei cittadini e che sono in prima linea nel fronteggiare un’emergenza sanitaria. Un’emergenza che non coinvolge solo il Nuorese, ma che sta riguardando tutto il Mondo. In questi momenti il mio pensiero è rivolto alle biologhe e ricercatrici del Laboratorio Covid del P.O. San Francesco di Nuoro, che per prime sono state in grado di identificare, mediante l’uso di un software, delle sospette varianti inglesi del virus Sars-Cov2 in pazienti che sono risultati positivi il 31 dicembre 2020. È anche su donne come queste che l’ASSL di Nuoro deve puntare, per garantire a tutti un futuro più sano. E non posso dimenticare altre donne che in questo periodo hanno un compito fondamentale: mi riferisco alle mamme, oggi più che mai chiamate a ricordare ai propri figli quanto sia importante una corretta igiene personale, compiendo così gesti chiave per prevenire l’infezione». Infine Gesuina Cherchi fa un doveroso richiamo alla medicina di genere: «Se è vero che quasi il 70 per cento del comparto della sanità è rosa, va ricordato che le cure sanitarie parlano ancora troppo poco al genere femminile. Per questo motivo mi sta particolarmente a cuore lo sviluppo, anche nell’ASSL di Nuoro, della medicina di genere. Un’espressione con cui l’Organizzazione mondiale della sanità definisce lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona. Lo scorso giugno il ministero della Salute ha adottato un Piano per la sua applicazione e diffusione e l’Italia è diventata il primo Paese in Europa a inserire ufficialmente il concetto di “genere” in medicina. Un primo passo importante per assicurare cure personalizzate, più attente alla salute della donna, che sviluppa sintomi diversi da quelli dell’uomo richiedendo per questo terapie più specifiche. Chiudo dando un abbraccio simbolico a tutte le donne».

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