Una poltrona per due al Man: è polemica sul direttore generale – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. In un futuro non si sa quanto prossimo, al Man ci sarà un direttore generale chiamato a coordinare altri due direttori, uno responsabile del settore amministrativo e l’altro dell’attività di programmazione artistica, cioè la figura a cui comunemente si pensa riferendosi al direttore di un museo. Ma posto che non si sa quando entrerà in vigore il nuovo regolamento, firmato dall’amministratore straordinario della Provincia Costantino Tidu, qual è la necessità di una nuova figura probabilmente di nomina politica? E ancora, c’è il rischio di sovrapposizione di compiti con il direttore artistico? «Indubbiamente questo rischio c’è – dice Mariano Meloni, rappresentante aziendale del sindaco Direl, che raggruppa i dirigenti degli enti locali –, ma soprattutto non se ne sentiva la necessità. Mi sembra una sovrastruttura poco utile posta sopra la figura del direttore artistico del Man, che va ricordato non è un’istituzione autonoma, ma allo stato un ufficio della Provincia, che un proprio direttore generale lo ha già. Il giudizio del nostro sindacato sull’istituzione di un nuovo dirigente è dunque critico». Proprio di recente il Direl si è espresso in molto altrettanto critico sull’istituzione nella Provincia di Nuoro, sempre da parte dell’amministratore straordinario, di un nuovo settore e dunque di un nuovo dirigente (105mila euro anno più l’eventuale retribuzione di risultato).

Non è chiaro se una cifra analoga andrà al direttore generale del futuro Man, anche se nel nuovo regolamento si dice che sarà il consiglio d’amministrazione (che passa da tre a cinque componenti, presidente compreso) a stabilire durata dell’incarico e conseguenti emolumenti. Giriamo la domanda dunque al presidente dell’attuale Cda del Man, Tonino Rocca. «Ritengo che il nuovo regolamento voglia essere funzionale alla trasformazione del Man in fondazione, ipotesi che personalmente mi ha sempre visto favorevole. Fondazione alla quale la Provincia starebbe lavorando in sinergia con il Comune di Nuoro, la Fondazione di Sardegna, la Camera di commercio e soprattutto la Regione Sardegna (va detto che nelle 18 pagine del nuovo regolamento la parola fondazione non compare, ndr). Inoltre siamo in una fase di transizione legata al ridisegno delle province. Secondo il consiglio d’amministrazione che rappresento, però, l’istituzione della figura del direttore generale rischia di confliggere con il ruolo che sino ad ora è stato assegnato al direttore del Man. Questa è una delle ragioni che di recente hanno portato a una proroga di otto mesi, sino al 31 dicembre 2021, al mandato del direttore Fassi scaduto ad aprile». Il direttore precedente, Lorenzo Giusti, era stato prorogato per altri tre anni dopo la scadenza del mandato anch’esso triennale. Perché non è stato adottata la stessa procedura con Fassi? «Va detto che nel contratto di Giusti si parlava di ipotesi di rinnovo, clausola che non c’è in quello dell’attuale direttore. Ma la ragione della proroga sino a fine anno, appunto, è che si sarebbe creata una sovrapposizione con il ruolo del direttore generale». Quanto agli emolumenti di quest’ultimo, o alla durata dell’incarico, il regolamento non dà alcuna indicazione, né sui titoli di studio o professionali che dovrà avere. Che criteri adotterete? «Sono decisioni che prenderà il prossimo Consiglio d’amministrazione, che passerà da tre a cinque componenti», dice Rocca.

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