Una lunga guerra in tribunale conclusa con l’affido condiviso – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Il 19 ottobre 2015 nasce in una cittadina del Belgio il piccolo Andrea (il nome è di fantasia per la tutela del minore) da madre italiana, sarda, barbaricina, e papà belga, di origini sarde. Nel luglio 2017 la madre, venuta in vacanza nel paese natale decide di non tornare in Belgio e nel mese di ottobre il padre radica una causa davanti al Tribunale della cittadina belga. Nel corso di quel giudizio, il Tribunale belga, si pronuncia provvisoriamente stabilendo l’affido condiviso del minore ad entrambi i genitori con residenza privilegiata presso la madre che è tenuta a portare il piccolo dal padre in diverse occasioni. Il papà non provvede al mantenimento né concorre alle spese dei viaggi e nonostante le espresse difficoltà economiche della madre a rispettare gli accordi per fatto e colpa del padre, nel mese di ottobre dello stesso anno il Belgio modifica la sentenza suddetta, disponendo che il minore abbia residenza privilegiata presso il padre. Di fatto, non accade nulla. Il minore resta in Sardegna senza soluzione di continuità da luglio 2017 al 15 luglio 2021. Frequenta la scuola materna, è iscritto all’anagrafe del Comune di appartenenza della madre. Il padre si disinteressa del figlio per tutto questo tempo (così sostiene la madre), non lo viene a trovare né provvede al suo mantenimento. Nel settembre 2020 il padre, per il tramite del suo legale, manda una pec comunicando che nel giro di qualche giorno verrà in Italia a prelevare il minore, incurante del fatto che il bambino non lo vede da oltre due anni. Nell’interesse del piccolo viene promosso un procedimento davanti al giudice tutelare di Nuoro. Le parti raggiungono un accordo che prevede un percorso che miri a riavvicinare il minore al padre. Vengono anche calendarizzati alcuni incontri del piccolo con il padre, di fatto rispettati solo dalla mamma, tanto che quest’ultima, nell’ottobre 2020 porta il bimbo in Belgio per fargli trascorrere il compleanno col padre. Nel mese di dicembre, essendo l’Italia in zona rossa, non è possibile rispettare il calendario degli incontri già fissati. Dopo una serie di vicissitudini i genitori si accordano perché il minore trascorra 15 giorni di vacanza col padre, nello specifico dal 15 al 30 luglio. Inaspettatamente il 29 luglio il papà fa sapere di non voler riportare il minore in Italia. (s.v.)

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