Un solo hub a Macomer sindaci divisi sui vaccini – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. Se da una parte la conferenza territoriale sociosanitaria in programma lunedì scorso a Nuoro ha fatto emergere la necessità di aprire un tavolo di lavoro tra amministratori locali, Ats e Regione, dall’altra ha messo in evidenza le diverse vedute dei sindaci del Marghine sulla prosecuzione della campagna vaccinale. Fatto salvo che non ci sono abbastanza scorte di siero e che, per il momento, sarà impossibile calendarizzare le giornate da dedicare agli under 70, a dividere gli animi è la logistica. Il sindaco di Dualchi, e presidente del Comitato socio-sanitario del Distretto di Macomer, Ignazio Piras, sembra intenzionato a non cedere. «Ogni paese deve disporre di un proprio centro di immunizzazione. È impensabile – continua a ripetere –, che i cittadini, in particolare quelli più anziani, debbano essere costretti a spostarsi». Dello stesso parere Annalisa Motzo. «Bolotana ha le carte in regola per evitare che centinaia dei suoi abitanti si mettano in viaggio verso gli hub di Macomer o Nuoro. Se finora la macchina organizzativa ha retto, non dimentichiamo che i nostri comuni hanno ospitato anche lo screening Sardi e sicuri. Perché ora non dovrebbe essere lo stesso? Movimentare un alto numero di persone può creare, a mio avviso, molto più disagi che non mettere a disposizione degli otto paesi del Marghine un’equipe mobile».

A complicare le cose ci sono, però, le nuove direttive dell’Ats. «Rendere operativo un punto vaccinale – precisa Silvia Cadeddu, presidente della Conferenza sociosanitaria della Assl barbaricina –, sarà più difficile. Serviranno la disponibilità dei medici di base e il certificato di idoneità dei locali da parte dell’ufficio di Igiene pubblica. Va da sé che senza non si potrà andare avanti. A Birori, paese che amministro – sottolinea Silvia Cadeddu –, diventerà impossibile percorrere questa strada. L’unica soluzione resta l’hub di Macomer». Anche il sindaco di Silanus sembra orientato verso questa ipotesi. «Immunizzati, si spera al più presto, gli over 80 e 70 – spiega Gian Pietro Arca –, dovrebbe essere più semplice dirottare le persone più giovani in città. Per me l’importante è cambiare passo e accelerare». Il sindaco di Lei, Luigi Cadau, e il vice sindaco di Borore, Mario Trazzi, chiedono maggiore concertazione e la fine delle disparità. «Non è il tempo delle polemiche. Bisogna lavorare possibilmente insieme. E questo, purtroppo, non sta avvenendo», rimarca il sindaco macomerese, Antonio Succu, a favore di un unico punto vaccinale. «È vero servono unità di intenti e programmazione – conclude il primo cittadino di Noragugume, Rita Zaru –, ma diciamo no al centralismo».

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