Un patto per fermare la dispersione scolastica – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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BOSA. Un patto fra tutti i principali attori della comunità educante, che permetta di elaborare strategie più ampie e condivise nella lotta alla dispersione scolastica e per la formazione delle giovani generazioni in vista di una sempre maggiore qualificazione delle competenze da spendere nel mondo del lavoro. Questa la proposta presentata nei giorni scorsi nell’aula consiliare di piazza Carmine dall’assessora Paola Pintus, approvata all’unanimità. Dal 5 novembre quindi anche la città del Temo può contare su un “Patto Educativo di Comunità”. Questo lo strumento introdotto dal ministero dell’Istruzione per dare la possibilità ad enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del terzo settore e scuole di sottoscrivere specifici accordi, rafforzando così non solo l’alleanza scuola-famiglia, ma anche quella tra la scuola e tutta la comunità educante. In aula è passato un regolamento che nelle prossime settimane permetterà quindi di dare vita ad un confronto sempre più serrato, anche dai risvolti istituzionali, con tutte le scuole cittadine, le associazioni di volontariato che operano a Bosa, le imprese del terzo settore e quelle più sensibili alle tematiche dell’educazione, cioè di quella che si definisce appunto la comunità educante.

Questo nella direzione di processi di crescita e apprendimento che contrastino la dispersione scolastica, per approdare ad una formazione ancorata alla didattica della scuola pubblica che consenta in futuro ai giovani di avere chance nel mondo del lavoro, tanto più in una società che guarda continuamente alla conoscenza e alla formazione. Il tutto all’interno di un contesto finalmente di rete, che permetta di superare azioni fino ad ora singole o parzialmente di gruppo. «Il patto prevede attività di confronto e programmazione costante con scuole, docenti e famiglie, per la coprogettazione e la cogestione di attività tese a sostenere i più fragili, attraverso interventi di supporto allo studio e all’apprendimento», aggiunge Paola Pintus. Verranno quindi attivati appositi percorsi di laboratorio su varie materie. Tra cui le competenze digitali, cittadinanza e partecipazione, radio, cinema e teatro. Il tutto non prima di un confronto che si baserà su un «rapporto di pari dignità di tutti gli attori pubblici e privati coinvolti, che mira a garantire un sistema organizzativo funzionale centrato sul riconoscimento e la valorizzazione delle competenze e delle funzioni di ciascun soggetto», conclude l’assessora alla pubblica istruzione del Comune di Bosa.

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