Uffici vuoti, personale dimezzato [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. «Mancano all’appello cancellieri, segretari, assistenti, commessi. In pochi anni metà dei funzionari che lavorano in Tribunale, nella Procura della Repubblica e negli altri uffici giudiziari nuoresi, ha lasciato il servizio». Dati alla mano, aggiornati fino all’altro ieri, Giorgio Mustaro, coordinatore territoriale della Cisl Funzione pubblica di Nuoro, lancia l’allarme e fa l’elenco delle emergenze più clamorose. Come a voler sottolineare che qualsiasi convegno o strategia sbandierata contro lo spopolamento delle zone interne sia del tutto inutile se la mannaia dello Stato continua a colpire senza tregua alcuna tutti gli uffici pubblici che un tempo portavano buste paghe, e dunque reddito, in città e in provincia. Una città capoluogo, Nuoro, che è cresciuta proprio grazie al Terziario, con l’impulso determinante dell’attività amministrativa degli organi statali e pubblici in genere.

«Grave appare quello che, da qui a qualche mese, accadrà nella Prefettura – annuncia Mustaro –. Strategica non solo per i servizi che fornisce, ma soprattutto per il ruolo che svolge nel contesto territoriale: 10 persone andranno in pensione, aggiungendosi ai circa 20 impiegati cessati dal servizio negli ultimi due anni. Statisticamente nell’Ufficio territoriale del Governo, in via Deffenu, manca oltre il 50% del personale» sintetizza il sindacalista della Cisl nuorese. «Lo stesso fenomeno, praticamente una fotocopia, la registriamo anche negli uffici dell’Ispettorato del lavoro dove dei 60 dipendenti previsti ce ne sono al lavoro poco meno della metà – sottolinea ancora Giorgio Mustaro –. Precaria la situazione anche all’Ufficio scolastico provinciale, ex Provveditorato agli studi». Nel palazzone di via Veneto, le stanze si sono svuotate in pochi anni. In questo caso la scure dei tagli (leggi: pensionamenti mai rimpiazzati) ha colpito l’80% dell’organigramma. «All’Ufficio scolastico di Nuoro siamo prima passati da 140 a 70 impiegati, per arrivare poi agli attuali 30» conferma il coordinatore dalla Cisl Fp. «Solo negli ultimi cinque anni – precisa subito – i numeri si sono ridotti di 20 unità».

Non è questione di Covid, dunque. Il “ridimensionamento” (parola tanto cara ai burocrati ministeriali) di uffici e servizi va avanti da molto prima che scoppiasse la pandemia. «L’Inps, chiamato a svolgere sempre nuovi e difficili compiti, ha perso in tre anni 40 dipendenti» è l’amara constatazione di Giorgio Mustaro.

«La recente inaugurazione dell’anno giudiziario ha evidenziato in tutta la sua gravità quanto siano scoperti gli organici del personale amministrativo operante negli uffici della Sardegna e quindi ancora di più a Nuoro. E non è certo soltanto il palazzo di Giustizia a dovere fare i conti con numeri ormai risicatissimi». L’elenco è dolorosissimo, «da vera catastrofe» alza il tono Mustaro. «Cifre da paura anche negli uffici finanziari dove in pochi anni si è verificata una vera e propria ecatombe: meno 60 lavoratori. Ciò che è accaduto alla Motorizzazione civile è stato seguito dall’opinione pubblica locale “minuto per minuto” con il servizio negato per lunghi anni e con carenze inaccettabili in un paese civile. L’età avanzata degli operatori, la mancanza di assunzioni, i decessi e, in ultimo, quota 100 hanno svuotato gli uffici nuoresi in maniera irreversibile». Poi ci si è messo pure il coronavirus: «La pandemia ha imposto alle amministrazioni il ricorso allo smart working che si è rilevato una rivoluzione sia per i lavoratori sia per gli utenti. Inimmaginabile solo pochi mesi fa che le prestazioni pubbliche potessero avvenire online» evidenzia il sindacalista della Cisl. Mustaro: «Che cosa accadrà nel prossimo futuro? Tutti sollecitano una consistente riforma della pubblica amministrazione, ma pochi sanno quale sarà il nuovo assetto dello Stato e dei suoi enti. Si ha necessità di una pubblica amministrazione efficiente e che dia risposte veloci. La giustizia, il fisco, la pubblica istruzione, il lavoro, la cultura: sono valori, diritti irrinunciabili ma che nel Nuorese non sono garantiti. Se al quadro sopra descritto aggiungiamo il precario stato della sanità si può dire che nel nostro territorio si vive un grave stato di arretratezza e sottosviluppo. Affermare che nel Nuorese i servizi pubblici non sono affatto garantiti appare una triste verità» è l’amara conclusione di Mustaro.

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