Tutti (o quasi) a scuola, ma qualche bus è pieno [Guarda le Offerte della Pescheria]

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MACOMER. Non si sono potuti abbracciare ma almeno, dopo tanti mesi di reclusione forzata a casa, hanno avuto la possibilità di stare all’interno della stessa aula. Tutti insieme. In presenza e non a distanza. Ieri il rientro a scuola per gli studenti degli istituti superiori di Macomer, come per quelli dell’Italia intera, è stato emozionante. «Avevamo bisogno di tornare tra i banchi. Di stare vicini pur nel rispetto delle restrizioni anti Covid», ammette Mario Carboni. Gli fa eco Simone Pinna. Anche lui studente del quarto anno di Scienze applicate al Liceo “Galilei” non nasconde la felicità. «Fare lezione da remoto stava diventando insostenibile. Niente a che vedere con le spiegazioni in classe dove, grazie al dialogo e al confronto con i docenti, anche materie impegnative come matematica, fisica o chimica sembrano più semplici».

Per una decina di giorni (lezioni frontali alternate alla Dad) i cancelli si spalancheranno per il 50 per cento degli alunni. «Poi si passerà al 75 per cento e successivamente – spiega Piera Biddau, vicepreside dell’I.I.S. “Satta” – speriamo di poter accogliere il 100 per cento. Rivedere i ragazzi ci ha riempito di gioia. L’insegnamento non può prescindere dall’interazione e dal contatto, anche solo visivo». A differenza di quanto successo nei mesi scorsi, i trasporti sembrano funzionare, sebbene sussistano alcune criticità per gli studenti dei piccoli centri della Planargia. Mezzi strapieni, in barba alle regole del distanziamento. Situazione diametralmente opposta a quella verificatasi nel Marghine. «Da Borore e Silanus verso Macomer e viceversa – racconta Michele Spissu, all’ultimo anno dello Scientifico – sono partiti due autobus. Uno dell’Arst e l’altro di una ditta privata. Su entrambi la capienza massima non ha superato il 50 per cento». «I posti a sedere erano alternati, nessun assembramento a bordo. Obbligatori l’uso della mascherina e l’igienizzazione delle mani. Finalmente – aggiungono Bianca Pes e Melania Pintore della Seconda Grafica del “Satta” – abbiamo potuto viaggiare in sicurezza». Invece i pendolari di Sindia si sono dovuti accontentare di un pullman che è riuscito a contenerli solo perché erano la metà. Da qui la richiesta di un mezzo aggiuntivo in previsione del ritorno a scuola di tutti gli alunni.

«I problemi però – sottolinea Piera Biddau – persistono, ad esempio, in stazione dove i ragazzi sostano, a gruppi numerosi, in attesa degli autobus. Servirebbero più controlli. Il rischio contagio è sempre alto. Non ci si può permettere di abbassare la guardia».

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