Tutti i test sono negativi ma i ragazzi disertano [Guarda le Offerte della Pescheria]

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MACOMER. La percentuale dei tamponi antigenici rapidi effettuata lo scorso fine settimana nei 10 centri del Marghine è pari al 26,83. Tradotto significa 4723 persone, tutte negative al Covid 19. Un numero basso, troppo basso, quello dei cittadini che, volontariamente e in modo gratuito, hanno aderito alla campagna screening “Sardi e sicuri” promossa dalla Regione.

«Purtroppo a Macomer hanno risposto all’appello solo in 1775. Speravamo in un risultato diverso», ammette Andrea Rubattu, assessore con delega alla Protezione civile. «Credo che i dati siano lo specchio di una comunità esausta dopo un anno di pandemia e, forse, anche un po’ delusa dalla gestione dell’emergenza sanitaria. Servirebbe un cambio radicale di passo. I cittadini, non solo quelli macomeresi, si aspettano che lo Stato salvaguardi la loro salute ma anche i posti di lavoro e l’economia di un intero Paese. Non è più accettabile scindere le due cose». E se in città solo il 18,1 per cento della popolazione si è sottoposto al test, dato più basso nel Marghine, a Dualchi si è raggiunto il risultato migliore. Il piccolo Comune guida la classifica con il 36,5 per cento. «Sono soddisfatto – fa sapere il sindaco, Ignazio Piras – ma voglio comunque invitare chi ancora non lo avesse fatto a sottoporsi al tampone il 13 e il 14 febbraio prossimi».

Un appello che arriva anche dalla prima cittadina di Birori, rammaricata per la scarsa adesione nel suo paese. «Su 511 abitanti, solo 127 hanno capito che quella offerta da “Sardi e sicuri” è un’occasione unica per mappare un intero territorio. Mi sento delusa e amareggiata –, sottolinea Silvia Cadeddu –. Per questo chiederò che lo screening successivo venga effettuato in sola giornata, quella di sabato, e non in due come previsto. Alla luce di quanto accaduto, sarebbe preferibile evitare un inutile spreco di risorse pubbliche».

Affluenza di molto inferiore alle aspettative pure a Borore. «I grandi assenti sono stati i giovani – rimarca la sindaca Bastiana Carboni –, Mi auguro che tra poco meno di una settimana ci sia un’inversione di tendenza».

E proprio alle nuove generazioni, in particolare a quelle tra i 10 e i 20 anni, si rivolge il primo cittadino di Silanus. «So che state vivendo un periodo faticoso – dice Gian Pietro Arca –. Per mesi non siete potuti andare a scuola. Dovete rinunciare alle uscite con gli amici, alle feste. Alla vostra quotidianità. Ma perché tutto torni come prima è necessario che diate il vostro contributo, magari sottoponendovi al test».

«Contiamo sul grande senso civico dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. La lotta al Covid passa anche dal loro impegno», fa eco il sindaco di Lei, Luigi Cadau, cui si aggiungono gli altri amministratori del territorio.

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