Turismo, arte e identità parte Destinazione Orani [Guarda le Offerte della Pescheria]

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ORANI. Orani continua a perseguire l’obiettivo di mettere a sistema il complesso di attrazioni turistiche che rappresentano un unicum territoriale e possono regalare al turista una esperienza completa, sia in ambito ambientale e naturalistico, sia in ambito artistico e architettonico, oltre che nella scoperta dell’artigianato.

Così, dopo aver avviato il progetto Pergola Village, sotto la buona stella del maestro Costantino Nivola, concretizzato in un processo di cambiamento nel centro storico che ha visto protagonisti pubblico e privato, si è passati alla fase che vede coinvolta la popolazione attraverso il progetto dal titolo “Destinazione Orani”.

«Si vuole raggiungere l’obiettivo di dare concretezza a un’idea di crescita economica e sostenibile per Orani e per la sua comunità – spiega il primo cittadino del paese, Antonio Fadda – mettendo al centro cooperazione, solidarietà e responsabilità collettiva».

Si lavora quindi al perfezionamento di un piano di offerta turistica, che vede all’opera il municipio del paese e insieme un gruppo di professionisti incaricati di dare gambe a un progetto che inevitabilmente parte dall’ascolto della popolazione oranese. Ad essa infatti è stato rivolto un questionario on line con il quale si chiedeva quali fossero le esperienze imperdibili da fare a Orani.

Inevitabile partire da «un modello di governance condiviso da amministrazione, imprese e comunità – si legge sul sito internet dedicato – una vision chiara, un ecosistema di relazioni e di responsabilità che rendono quel contesto un “prodotto unitario», riconosciuto e riconoscibile. Il Piano di destinazione è lo strumento che traduce la visione in strategie e azioni di management, marketing e comunicazione. Per giungere all’obiettivo è necessario collaborare tutti insieme nella definizione di un’offerta turistica originale che rappresenti appieno l’identità di Orani e metta al centro la sua comunità. L’approccio di destinazione è dunque cooperativo».

Strumenti utilizzati per il coinvolgimento della popolazione non potevano che essere prima di tutto i social e un sito internet apposito, privilegiati rispetto alle occasioni di incontro tradizionale visto anche il periodo di restrizioni legate alla pandemia da Coronavirus.

Il sito internet ha dunque una interfaccia chiara e semplice, invita a conoscere quali azioni vengono messe in atto, e le modalità con cui diventare protagonisti del proprio futuro.

«È il metodo del co-design – si legge ancora – un processo collaborativo che prevede l’ideazione e costruzione del prodotto progettuale ad opera dagli stessi fruitori, utilizzatori o attori principali».

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