Trovati resti umani in una piccola grotta – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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BAUNEI. Dal grembo carsico del Supramonte di Baunei riemergono i frammenti di un passato enigmatico. La porzione di una calotta cranica è l’ultimo, misterioso rinvenimento avvenuto domenica pomeriggio a monte Nuraxeddu, una località nelle vicinanze dell’altopiano di Golgo. A trovare i resti umani, a prima vista molto deteriorati, è stato un gruppo di sette speleologi dell’Oristanese arrivati in Ogliastra per calarsi nell’intrico di spelonche del territorio. È qui, all’interno di una piccola grotta che si sviluppa in lunghezza per una ventina di metri circa ed è alta sette, otto metri , che il gruppo speleologico oristanese ha notato quello che, inequivocabilmente, era la parte di un teschio.

“Ci siamo avventurati nella cavità perché il proprietario ci ha chiesto di esplorare la grotta a pozzo che si apre sul suo terreno”, racconta lo speleologo di Riola Sardo Giovanni De Falco, che attrezzato di tutto punto ha esplorato con i suoi sei compagni d’avventura la spelonca sino alla scoperta del cranio. “Nel pavimento carsico, tra ossa di animali e altri sedimenti , è saltato fuori un grande frammento osseo. Ci siamo subito resi conto – dice ancora De Falco – che si trattava della parte frontale di un teschio con le orbite oculari”. Un primo moto di sorpresa e poi subito la chiamata alle forze dell’ordine. “Ovviamente – sottolinea l’esperto – sappiamo come comportarci : quando ci si trova davanti ad una situazione del genere non bisogna toccare nulla ma segnalare il ritrovamento alle autorità. Tornati indietro abbiamo subito avvertito i carabinieri di Baunei”.

La segnalazione è arrivata alle 16 ma non è stato possibile procedere al recupero del cranio. Che avverrà, comunque entro brevissimo tempo: forse già quest’oggi gli speleologi accompagneranno i militari del centro ogliastrino sino alla grotta per prendere il frammento osseo la cui presenza è oggetto di una segnalazione in Procura a Lanusei. Il mistero, al momento, è fittissimo: a chi appartengono quelle ossa, custodite, non si sa per quanto tempo all’interno della piccola grotta del Supramonte di Baunei? È forse di una persona scomparsa, caduta e lì rimasta da tempo o si tratta dei resti di qualcuno che, più recentemente, è stato fatto sparire per nascondere le prove di un delitto? O ancora, si tratta di un’antica sepoltura? Una volta recuperato il frammento osseo toccherà ai militari che fanno capo alla Compagnia di Lanusei indagare per svelare a chi appartengono quei resti umani, e soprattutto come siano finiti all’interno della cavità.

La prassi che verosimilmente verrà seguita con i reperti di monte Nuraxeddu è la solita: ciò che rimane di quell’essere umano, una volta recuperato, verrà consegnato ad un medico legale che dovrà fugare diversi dubbi. Gli accertamenti sono indispensabile per accertare a quale periodo risalga il cranio e, dunque, per capire se esista qualche collegamento con le comunità che nel corso dei secoli hanno antropizzato questa territorio o se, ipotesi meno fondata ma da prendere comunque in considerazione, possa addirittura avere legami con una delle tante persone, rapite nei tempi bui dell’Anonima sequestri, che non hanno mai fatto ritorno a casa.

Se gli esami dovessero stabilire che i resti sono recenti allora si apriranno diversi scenari investigativi, se invece dovessero accertare che sono antichi il reperto osseo potrebbe finire sotto la lente d’ingrandimento di un antropologo.

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