Tre mesi ai servizi sociali al pastore 85enne ribelle – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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BAUNEI. Tre mesi di servizio di pubblica utilità da svolgersi nel Comune di Girasole. Si è conclusa con l’accoglimento della richiesta di messa alla prova da parte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanusei, la vicenda giudiziaria di Cesare Carta, l’anziano allevatore di Baunei che nel 2019 si rese protagonista di un tumultuoso episodio. L’uomo, all’arrivo dei ranger intervenuti nel Supramonte per procedere all’abbattimento dei suini clandestini, aveva imbracciato il fucile e esploso diversi colpi in aria. Azione inconsulta, avvenuta nel bel mezzo della zona rossa a cavallo tra Ogliastra e Nuorese dove ancora c’erano animali allo stato brado nonostante le rigide prescrizioni anti peste suina africana lo vietassero tassativamente, che era valsa al porcaro baunese, due pesanti accuse: resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.

Il ricorso all’istituto della messa alla prova, caldeggiato di fronte al gip Francesco Alterio, dall’avvocato Mario Solanas e dal pubblico ministero Giovanna Morra, consentirà, una volta trascorsi i tre mesi, l’estinzione del reato. Le modalità del servizio verranno stabilite dall’Uepe (ufficio per l’esecuzione penale esterna) di Nuoro di concerto con il sindaco di Girasole Gianluca Congiu, tenendo conto dell’età avanzata dell’uomo, ormai 85enne, che ha accolto di buon grado l’idea di scontare con il volontariato il suo debito con la giustizia.

La vicenda, avvenuta nelle fasi più concitate della lotta alla peste suina africana portata avanti dall’Unità di progetto per l’eradicazione della malattia con i ripetuti abbattimenti dei maiali irregolari, aveva suscitato grande clamore. Stavano spuntando le prime luci dell’alba di venerdì 22 novembre quando, all’avvicinarsi degli uomini del Corpo forestale che sotto la regia dell’Udp stavano per dare il via all’abbattimento dei clandestini nell’altopiano di Golgo, Cesare Carta aveva sparato con uno dei suoi fucili. Subito dopo l’accaduto l’anziano allevatore si era allontanato dalla zona. Profondo conoscitore del territorio, per un giorno e una notte aveva fatto perdere le sue tracce per poi tornare al suo “pinnettu” di Golgo, a poca distanza dalla strada sterrata che porta a Cala Sisine. Carta raggiunto dall’ avviso di garanzia della Procura di Lanusei si era poi rivolto all’avvocato Solanas.

Per Carta, attivista del Movimento pro territorio e una vita trascorsa nel Supramonte ad accudire i suoi animali tutto si conclude con tre mesi di servizio di pubblica utilità.

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