Tre buoni motivi per fare pugilato: la parola ad Antonio e Cristiano Puddu dell’ASD Cannonau Jerzu – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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La passione per la “nobile arte” accomuna Antonio Puddu e suo figlio Cristiano, che nel 2006 hanno dato vita alla società sportiva ASD Boxe Cannonau Jerzu.

L’amore per questo sport è nato sui ring della Lombardia nei primi anni ’70, dove un giovane Antonio Puddu si appassionò al pugilato e in breve tempo si aggiudicò il titolo di Campione Regionale Lombardo -categoria peso Gallo – nel torneo Primi Pugni.

Un “figlio d’arte”, Cristiano, che fin da giovanissimo, coltivò la passione per questo bellissimo sport diventando una promessa della boxe isolana. Cristiano si trovò però a dover interrompere la carriera sportiva a causa degli impegni universitari, che lo hanno portato a diventare un apprezzato Biologo Nutrizionista.

I due ci hanno spiegano tre buoni motivi per i quali praticare il pugilato:

1 Benefici Psicologici:

Il pugilato è una disciplina che migliora l’autostima, soprattutto nei più giovani. Aiuta ad acquisire sicurezza in se stessi e a controllare ansia e aggressività. Inoltre è uno sport dove bisogna essere molto rapidi nell’organizzare una strategia di difesa e attacco per fronteggiare al meglio l’avversario.

2 Benefici Fisici:

Uno sport completo e impegnativo che richiede un’ottima preparazione fisica. Nel pugilato tutto parte dai piedi e dalle gambe. È una questione di armonia di tutto il corpo, soprattutto tra gambe, bacino e braccia. Una delle cose più difficili è sapersi coordinare. Dalla posizione di guardia si parte e si ritorna, è l’inizio e la fine del movimento per tirare un pugno. La potenza del colpo è frutto di una “danza” che si prepara in allenamento. Il lavoro fatto negli allenamenti regala un fisico allenato, agilità e tanto fiato.

3 Benefici in caso di aggressioni:

Il pugilato è uno sport che forma il carattere. Bisogna sempre partire dal presupposto del rispetto delle regole e dell’avversario sul ring. Nella vita di tutti i giorni non sono altro che il rispetto delle leggi, dell’ambiente e della persona in generale. Ciò che un buon maestro deve trasmettere agli allievi è che le mani possono diventare delle armi e non vanno usate per altri scopi, oltre il pugilato. Sicuramente in situazioni di grave pericolo e necessità, per se stessi o altre persone, praticare la boxe può essere d’aiuto.

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