Travolta da un camion: in aula i primi testimoni – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Daniela Mele, 49 anni, di Cardedu, era morta alle prime ore dell’alba del 20 agosto 2018 in una piazzola di sosta della statale 131 Dcn. Era scesa dal Land Rover Defender guidato dal marito, per una breve sosta, prima di proseguire il viaggio verso Olbia dove ad attenderli c’era un traghetto che li avrebbe riportati a casa. La loro vacanza il Sardegna era terminata e insieme ai figli di 17 e 12 anni rientravano a Lucca.

La donna stava per risalire sul fuoristrada dal portellone posteriore quando un camion frigo, l’aveva investita in pieno uccidendola sul colpo. Ieri mattina al processo per omicidio stradale che vede imputato Goffredo Argiolas (difeso dall’avvocato Gianmarco Concas del foro di Cagliari), sono stati sentiti tre testi dell’accusa.

Il medico del 118, Rina Mureddu che dopo la segnalazione alla centrale era giunta in pochi minuti sul luogo dell’incidente, ha detto di aver potuto solo constatare il decesso della vittima avvenuto sul colpo. A seguire, l’assistente capo Pedduzza, della Polstrada, che aveva svolto i primi rilievi e aveva constatato che il mezzo guidato dall’imputato era arrivato all’interno della piazzola di sosta e aveva preso in pieno l’angolo del fuoristrada della famiglia ogliastrina, proprio nel momento in cui Daniela Mele si stava accingendo ad entrare dal portellone posteriore. La vittima quella mattina non indossava il giubbotto catarifrangente. Infine è stato sentito il titolare della ditta di trasporti per la quale l’imputato lavorava.

Il titolare dell’azienda Locci si era precipitato sulla 131 Dcn, a pochi chilometri da Nuoro, aveva assistito ai rilievi e parlato con Argiolas che gli aveva spiegato tutta la dinamica. L’imputato quella mattina di agosto era partito da Cagliari molto presto per consegnare dei prodotti ad alcuni alberghi di Olbia.

Secondo l’accusa, Goffredo Argiolas (che dopo l’incidente era risultato negativo all’alcoltest e agli esami tossicologici), solo all’ultimo momento si era accorto dell’ostacolo e nonostante avesse cercato di schivare il Land Rover Defender, non era riuscito ad evitare la donna che stava per entrare nell’abitacolo. L’imputato, da subito, aveva detto di avere avuto intenzione di fare una sosta in quello spiazzo, ma essendosi reso conto della presenza del fuoristrada, aveva cercato di frenare. Il suo furgone, però, non avrebbe risposto ai comandi.

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