Trasformare i piccoli comuni in località turistiche: approda anche in Ogliastra il “Progetto Borghi” – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Ripensare i piccoli paesi della Sardegna, soprattutto quelli dell’entroterra, come borghi, località turistiche organizzate e consapevoli del proprio valore aggiunto dal punto di vista storico, culturale e ambientale: questo in sintesi l’obiettivo del “Progetto Borghi”, iniziativa nata nella Maremma Toscana e ora in procinto di diffondersi in tutto il territorio nazionale per valorizzare i piccoli centri e trasformarli in vere e proprie località turistiche. La Sardegna è stata scelta come seconda regione in cui sviluppare il progetto.

A portarlo nell’Isola sono stati due destination manager, Giancarlo Dell’Orco, responsabile del Progetto Borghi, e Martino Di Martino, amministratore di Sintur – Sinergie Turistiche di Cagliari.

Il 6 e il 7 ottobre si terrà il Forum Digitale dei Borghi Italiani, ma il primo incontro operativo nell’Isola si è svolto (in via telematica) il 15 settembre. A partecipare, oltre a Giancarlo Dell’Orco, Martino Di Martino e Giuseppe Melis, professore di Marketing Turistico dell’Università di Cagliari, sono stati invitati alcuni amministratori e sindaci della Sardegna: Alberto Urpi e Fabrizio Collu, Sindaco e Assessore al Turismo del Comune di Sanluri, Francesco Sanna, Sindaco di Collinas, Marco Pisanu, Sindaco di Siddi e presidente dell’Unione dei Comuni della Marmilla, Ennio Vacca, Sindaco di Masullas, Sergio Lorrai, Sindaco di Gairo, Francesco Usai, Sindaco di Ussassai, Tito Loi, Sindaco di Osini, Gianluigi Serra, Sindaco di Ulassai, Giovanni Santo Porcu, Sindaco di Galtellì e Andrea Locci, Sindaco di Tuili.

Il progetto consiste nella creazione e nello sviluppo di microdestinazioni turistiche (un borgo, un paese, una località) da mettere in connessione con una rete di altre piccole realtà sparse nel territorio nazionale per lo scambio di competenze, buone pratiche e strategie.

«È un’iniziativa che nasce con la convinzione che la pandemia abbia amplificato la necessità di orientare i territori e le comunità ad uno sviluppo economico e sociale che tuteli e valorizzi il patrimonio ambientale, culturale e identitario dei borghi, dei centri rurali e delle aree interne della Sardegna – dice Martino Di Martino, destination manager e amministratore di Sintur Sinergie Turistiche -. La crisi del lavoro, l’estinzione degli antichi mestieri e il fenomeno dello spopolamento possono essere arginati da azioni di marketing territoriale che saranno efficaci solo se frutto della collaborazione fra istituzioni, imprese e popolazione residente. Lo slow tourism, quello sportivo, le attività outdoor, il turismo enogastronomico, culturale e religioso rappresentano una reale opportunità di sviluppo e rinascita per le aree interne della Sardegna. Però bisogna trasformare le intenzioni, gli slogan e le strategie in un prodotto turistico fruibile. Stiamo organizzando incontri sui territori con le istituzioni locali, le imprese, le associazioni e i residenti per proseguire le attività di ascolto, la verifica delle esigenze e la valutazione delle possibilità d’intervento anche in relazione alle opportunità di finanziamento offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».

Ma quali sono gli elementi necessari perché un piccolo paese della Sardegna possa diventare una località turistica attrattiva? Lo ha spiegato ai primi cittadini a cui è stato presentato il progetto il professor Giuseppe Melis.

«Nessuno si può sostituire agli abitanti dei paesi e dei borghi in un percorso di crescita e di sviluppo turistico ed economico – sottolinea Melis -. Progetti come questo servono ad aiutare le popolazioni a prendere coscienza delle prospettive e delle potenzialità di sviluppo della propria realtà. Ma come sappiamo i progetti calati dall’alto hanno fallito quasi tutti. Non c’è un unico modo di intraprendere un percorso di crescita, ma l’unico vincolo è di partire da coloro che abitano quelle realtà per renderli protagonisti attivi del proprio futuro. Il progetto Borghi ha l’ambizione di invertire, partendo dal basso, il processo di spopolamento e abbandono dei piccoli centri. Questa è la scommessa da vincere nei prossimi anni. Un piccolo “aiuto” è venuto dalla pandemia, che ha modificato le propensioni delle persone ad ammassarsi negli stessi luoghi ridando valore alla distanza. I borghi assicurano rapporti sociali in situazioni più protette».

I casi positivi? «Ci sono – assicura professor Melis -. Prendiamo il contesto montano-alpino. Ci sono piccoli comuni di 300-400 abitanti situati in luoghi di difficile accesso in cui lo sviluppo economico-turistico è tangibile. Innanzitutto c’è un ufficio informazioni aperto tutto l’anno, ma sono anche i singoli commercianti ad essere orgogliosi del lavoro che fanno e del centro in cui vivono. Danno informazioni utili ai visitatori sulle attrazioni locali, vendono prodotti e souvenir di qualità del territorio, raccontano storie e aneddoti. Tutti sono coinvolti nell’accoglienza e questo è un valore aggiunto frutto di un lungo processo culturale. Anche in Sardegna qualcuno ha iniziato a seguire questa strada e il Progetto Borghi può aiutare ad accelerare i processi».

«Ho sempre pensato che un bravo tecnico delle destinazioni debba essere in grado di sviluppare un piano strategico locale prima di approdare alla gestione di un piano strategico provinciale e regionale – spiega Giancarlo Dell’Orco -. Avere un campo di azione più limitato ad un comune, ad un ambito, ad un distretto non ti rende professionalmente meno capace di chi magari gestisce aree più vaste ma, al contrario, ti permette non solo di applicare al meglio strategie di destination marketing, di gestire un numero chiuso di soggetti appartenenti alla filiera turistica locale, ma anche a comprendere meglio le complesse dinamiche di un territorio e della sua comunità di residenti. Il Progetto Borghi è strutturato in una azione locale e nazionale – sottolinea – . La prima consiste in un prototipo operativo di rigenerazione turistico extra alberghiera e destination management e nella creazione di un piano di marketing territoriale chiamato “Accoglienza Turistica Diffusa per un Turismo Esperienziale ad Approccio Partecipativo”. La seconda è una Piattaforma Digitale Permanente che ha l’obiettivo di mettere a confronto tutte le realtà coinvolte nella riattivazione economica e sociale di questo patrimonio e di facilitare l’incontro di progetti, idee, finanziamenti, opportunità e nuove professioni per giovani e professionisti».

I SINDACI

Giovanni Santo Porcu, Galtellì: «Si tratta di un progetto valido di rete. Ci aiuta ad emergere con tutti i mezzi disponibili e a promuoverci nel modo giusto. Confido molto sul lavoro di squadra e credo molto nel turismo sostenibile, da valorizzare ulteriormente, soprattutto in questo periodo in cui il flusso turistico è in aumento ed è alla ricerca di peculiarità. Le nostre hanno un potenziale assurdo soprattutto nel collegamento tra montagna e mare. Galtellì è il paese di “Canne al vento” di Grazia Deledda, è un centro ricco di storia, cultura, religione e patrimonio ambientale. Siamo una destinazione perfetta per il turismo esperienziale. Abbiamo già circa 250 posti letto, frutto soprattutto della riconversione delle seconde case, che ci hanno permesso di incentivare l’economia. Senza fare grossi artifizi ma puntando su storia, cultura e ambiente e facendo rete possiamo davvero creare sviluppo».

Sergio Lorrai, Gairo: «Credo sia il punto di partenza per contribuire, facendo rete, a valorizzare i piccoli borghi. Sperando sia la prima di tante discussioni che possano portare, concretamente, a potenziare tradizioni, cultura e turismo delle piccole realtà attraverso la riqualificazione e recupero del patrimonio storico. Gairo ha, in tal senso, un potenziale inestimabile da ripristinare. Auspico che la rete dei borghi possa arricchirsi e magari avere una “costola” come quella dei borghi abbandonati, fra i quali Gairo, conosciuto a livello regionale e non solo, che destano incredibile attenzione fra i visitatori».

Francesco Sanna, Sindaco di Collinas e presidente del Consorzio Turistico “Sa Corona Arrùbia”: «Nel mio duplice ruolo sento l’urgenza di strutturare il prodotto turistico delle aree dell’interno. È stata una proficua occasione di confronto, utile a focalizzare le strategia d’azione; cultura, anche d’impresa e recupero urbanistico coerente dei nostri centri storico sono al momento i fronti in cui investire».

Marco Pisanu, Sindaco di Siddi e presidente dell’Unione dei Comuni della Marmilla: «Il Progetto Borghi ci sprona ad andare avanti anche se ci sono tanti ostacoli da superare. L’approccio giusto è questo, speriamo in un coinvolgimento maggiore sia tra i comuni, sia tra chi è preposto a tutti livelli per una crescita dei nostri territori, decisamente in linea con questi progetti. La cultura è l’asse portante. È questo il vero sviluppo, con la valorizzazione del settore primario, secondario e terziario: accoglienza e turismo messi in connessione con le nostre conoscenze e i nostri saperi, dall’agricoltura, all’industria di trasformazione. Bisogna remare tutti nella stessa direzione e mettersi in testa l’idea che possiamo ipotizzare un futuro diverso per chi vuole restare nei nostri territori Per quanto riguarda i finanziamenti il Progetto Borghi può aiutare a intercettare queste risorse e a utilizzarle al meglio».

Tito Loi, Sindaco di Osini: «Noi eravamo estremamente interessati a questo incontro, anche perché noi abbiamo circa 40 appartamenti nuovi della Regione in comodato d’uso che sarebbe bello poter utilizzare come strutture ricettive. Sono tante le attrazioni del nostro territorio il “Volo d’Angelo” in fase di realizzazione dai tacchi di Osini a Gairo Vecchio, il parco archeologico, le grotte, il Passo San Giorgio e il borgo vecchio colpito dall’alluvione di 70 anni fa che necessita di un recupero. Ci sono poi il turismo religioso, gli appassionati di arrampicata e le strade ferrate che percorrono tutta la valle del Pardo. Una delle nostre lacune è che siamo in una vallata, comprendente Osini Ulassai e Jerzu, e mancano quasi del tutto le strutture ricettive e la giusta formazione del personale addetto al ricevimento e a tutto il resto. Il Progetto Borghi può aiutarci a migliorare tutti questi aspetti».

Osini

Chicco Usai, sindaco di Ussassai: «Questo progetto è una chance che abbiamo accettato subito per avere un ulteriore biglietto da visita per le persone che capitano in Sardegna. Il nostro obiettivo è di non far scomparire i piccoli paesi: resistere e continuare a esistere. Ci fa piacere che esista una rete che voglia tutelare queste piccole comunità. Offriamo natura e aria incontaminata, boschi, fiumi e un ambiente preservato. Ma soprattutto una qualità della vita difficile da trovare nelle grandi città. Siamo un piccolo paese di 485 abitanti, ma siamo molto aperti. Vogliamo cogliere questa opportunità».

Foto: Sardegnapleinair

IL FORUM DIGITALE DEI BORGHI ITALIANI

Il 6 e 7 ottobre si terrà il Forum Digitale dei Borghi Italiani, una conferenza aperta a tutti i piccoli comuni. Si potranno apprendere le basi per imparare a realizzare una mappatura socio economica di un Borgo e del territorio circostante, come generare tanti nuovi posti di lavoro, come preservare e valorizzare il patrimonio esistente, come strutturare e realizzare progetti di governance turistica, e come trasformare i Borghi in prodotti turistici organizzati.

È possibile iscriversi al forum sul sito https://progettoborghi.host-b2b.com/. Per info contattare [email protected]

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