Trapianti, sostegno economico ai pazienti sardi: proposta di legge delle opposizioni – primo firmatario Zedda –

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Un aggiornamento sulle norme regionali che negli anni hanno contribuito a sostenere, attraverso sussidi economici, i pazienti trapiantati in Sardegna e le loro famiglie: la proposta di legge, primo firmatario Massimo Zedda, arriva dai gruppi dei Progressisti, del Pd, di Leu e del Movimento 5 stelle, e prende spunto dalla legge regionale 11/1985, destinata in particolare ai pazienti nefropatici e ai trapiantati di rene, dalla legge regionale 12/2011, che aveva esteso la possibilità di rimborso delle spese di viaggio e soggiorno anche ai trapiantati di fegato, cuore e pancreas e dalla legge legge di stabilità 2017 che aveva incluso anche i trapiantati di polmone.

La proposta di legge depositata in Consiglio regionale ha l’obiettivo di estendere a tutti i trapiantati d’organo gli assegni mensili e i rimborsi delle spese connesse al trapianto e alle cure sanitarie post-operatorie, già previsti dalle norme regionali vigenti per i soli nefropatici, e di inserire ulteriori tipologie di benefici economici per il sostegno a tutto il percorso clinico necessario: in generale, infatti, tutte le “tipologie” di trapiantati d’organo solido (fegato, cuore, pancreas, polmone, intestino, rene) soffrono dei disagi connessi con la propria patologia sia in termini di necessità economiche che in termini di condizionamento della qualità della vita e delle prestazioni lavorative.

Il testo, composto di sette articoli, prevede poi la nuova misura di sostegno alle spese necessarie per la cura del cavo orale dei trapiantati e dei pazienti in attesa di trapianto. Già nella fase dell’inserimento nelle liste d’attesa per il trapianto, i pazienti devono infatti essere sottoposti ad adeguate verifiche odontoiatriche necessarie per garantire che nel cavo orale non siano presenti focolai infettivi oro-dentali, ed eventualmente intervenire per l’eventuale bonifica degli stessi. Lo stato ottimale della salute del cavo orale rappresenta non solo una condizione necessaria per diminuire il rischio di rigetto dell’organo, ma consente anche di limitare al minimo l’insorgenza di problematiche del cavo orale nella fase post-operatoria.

Nella proposta è inoltre inserita una misura di sostegno anche ai trapiantati che manifestano problemi di udito, che possono sfociare in sordità anche totale, nel corso dello sviluppo della patologia. La casistica riguarda particolarmente i trapiantati di rene, ma interessa anche i trapiantati di altri organi che hanno sviluppato nefropatie per problemi pregressi o in seguito al trapianto.

La copertura finanziaria si appoggia principalmente sui risparmi delle aziende sanitarie regionali, ottenuti grazie all’utilizzo sempre più frequente di farmaci equivalenti nella terapia somministrata ai trapiantati. Le stime indicano per il sistema sanitario regionale un risparmio medio di un milione di euro nel biennio 2020-2021.

Nessun costo aggiuntivo, quindi, per il bilancio regionale perché le risorse risparmiate sarebbero da riutilizzare interamente a favore degli stessi trapiantati per garantire una parificazione legislativa attesa da anni e l’introduzione di nuovi strumenti di supporto alle spese necessarie per la cure sanitarie.

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Un aggiornamento sulle norme regionali che negli anni hanno contribuito a sostenere, attraverso sussidi economici, i pazienti trapiantati in Sardegna e le loro famiglie: la proposta di legge, primo firmatario Massimo Zedda, arriva dai gruppi dei Progressisti, del Pd, di Leu e del Movimento 5 stelle, e prende spunto dalla legge regionale 11/1985, destinata in particolare ai pazienti nefropatici e ai trapiantati di rene, dalla legge regionale 12/2011, che aveva esteso la possibilità di rimborso delle spese di viaggio e soggiorno anche ai trapiantati di fegato, cuore e pancreas e dalla legge legge di stabilità 2017 che aveva incluso anche i trapiantati di polmone.

La proposta di legge depositata in Consiglio regionale ha l’obiettivo di estendere a tutti i trapiantati d’organo gli assegni mensili e i rimborsi delle spese connesse al trapianto e alle cure sanitarie post-operatorie, già previsti dalle norme regionali vigenti per i soli nefropatici, e di inserire ulteriori tipologie di benefici economici per il sostegno a tutto il percorso clinico necessario: in generale, infatti, tutte le “tipologie” di trapiantati d’organo solido (fegato, cuore, pancreas, polmone, intestino, rene) soffrono dei disagi connessi con la propria patologia sia in termini di necessità economiche che in termini di condizionamento della qualità della vita e delle prestazioni lavorative.

Il testo, composto di sette articoli, prevede poi la nuova misura di sostegno alle spese necessarie per la cura del cavo orale dei trapiantati e dei pazienti in attesa di trapianto. Già nella fase dell’inserimento nelle liste d’attesa per il trapianto, i pazienti devono infatti essere sottoposti ad adeguate verifiche odontoiatriche necessarie per garantire che nel cavo orale non siano presenti focolai infettivi oro-dentali, ed eventualmente intervenire per l’eventuale bonifica degli stessi. Lo stato ottimale della salute del cavo orale rappresenta non solo una condizione necessaria per diminuire il rischio di rigetto dell’organo, ma consente anche di limitare al minimo l’insorgenza di problematiche del cavo orale nella fase post-operatoria.

Nella proposta è inoltre inserita una misura di sostegno anche ai trapiantati che manifestano problemi di udito, che possono sfociare in sordità anche totale, nel corso dello sviluppo della patologia. La casistica riguarda particolarmente i trapiantati di rene, ma interessa anche i trapiantati di altri organi che hanno sviluppato nefropatie per problemi pregressi o in seguito al trapianto.

La copertura finanziaria si appoggia principalmente sui risparmi delle aziende sanitarie regionali, ottenuti grazie all’utilizzo sempre più frequente di farmaci equivalenti nella terapia somministrata ai trapiantati. Le stime indicano per il sistema sanitario regionale un risparmio medio di un milione di euro nel biennio 2020-2021.

Nessun costo aggiuntivo, quindi, per il bilancio regionale perché le risorse risparmiate sarebbero da riutilizzare interamente a favore degli stessi trapiantati per garantire una parificazione legislativa attesa da anni e l’introduzione di nuovi strumenti di supporto alle spese necessarie per la cure sanitarie.

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