Tortolì, dal prossimo anno voli charter per i turisti – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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TORTOLÌ. La richiesta inviata all’Enac dal commissario del Consorzio industriale provinciale dell’Ogliastra, Franco Ammendola, per l’apertura al traffico diurno degli aerei privati di aviazione generale, con peso massimo di 5.700 chili e massimo 12 passeggeri a bordo, rappresenta soltanto il primo step. Gli interventi verrebbero a costare 275mila euro. «Puntiamo, dal prossimo anno – afferma il commissario – ad avere i voli charter di aviazione civile (con aeromobili fino a 100 posti) per i villaggi turistici e le altre strutture ricettive locali e ogliastrine, con tutte le licenze e autorizzazioni previste. L’intento è ripartire come ai tempi della Gearto (società di gestione dell’aeroporto di Tortolì), con voli che dovranno essere operativi da inizio maggio fino a fine ottobre. Nel restante periodo, così come già stabilito da un contratto stilato, l’aeroporto sarà dato in affitto al Dass (Distretto aerospaziale della Sardegna)». Questo è l’obiettivo per il 2022, ma occorre prima superare diverse problematiche. Se la fase 1 è relativa alla riapertura dello scalo all’aviazione generale, già da fine giugno, occorrerà procedere con altri passaggi. La fase 2 – come evidenziato in uno studio fatto effettuare dall’ente consortile, socio unico dell’AliArbatax spa in liquidazione, proprietaria della struttura aeroportuale – prevede implementazioni per l’apertura al traffico notturno. La fase 3, invece, la realizzazione del parcheggio aeromobili. Le fasi successive sono riferibili all’allungamento della pista con tematiche più ampie, sia sul piano dei costi che su quello ambientale. La tipologia di aerei che si possono utilizzare nella pista attuale sono di tipo Atr 42, con 40 posti; Bea 146, circa 100 posti; Embraer 75, con circa 80 posti. Lo studio rimarca, inoltre, che l’attuale struttura consente l’utilizzo di un solo velivolo per volta, mancando il parcheggio aeromobili in posizione tale che gli aerei in sosta non costituiscano ostacolo al traffico che avviene in pista.

La fase 2, che verrebbe a costare 948.348 euro, prevede l’apertura al traffico notturno, mantiene inalterata la tipologia di traffico e la dimensione degli aerei utilizzabili indicati nella prima fase, ma garantisce una maggiore continuità e certezza sull’effettuazione del traffico. La struttura mantiene la possibilità di utilizzo di un solo velivolo per volta permanendo l’assenza del parcheggio aeromobili. La fase 3 costerebbe poco più di un milione di euro. L’allungamento della pista, per una lunghezza di 1.600/1.800 metri – viene rimarcato nello studio dell’ente consortile – consentirebbe l’utilizzo di aeromobili di maggiori dimensioni, quindi, con maggiore capacità di carico pagante (più passeggeri con tratte di maggiore lunghezza) a costi inferiori.

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