Tortolì, ai raggi X i sei telefonini dell’omicida – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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TORTOLÌ. Una consulenza tecnica irripetibile da eseguirsi sui sette telefonini in uso a Shaid Mashi, il giovane accusato dalla Procura di Lanusei di aver ucciso a coltellate il giovane di Tortolì, Mirko Farci, e aggredito brutalmente sua madre Paola Piras. Non solo telefonini: la consulenza riguarderà anche i dispositivi elettronici, un tablet e due telefonini, delle vittime. Questo è quanto stabilito dal pubblico ministero, Giovanna Morra, che quest’oggi conferirà l’incarico ad un consulente tecnico di parte, l’esperto informatico Salvatore Lillo, perché estrapoli ogni informazione utile a ricostruire i rapporti tra l’uomo, difeso dall’avvocato Saverio Mereu, e le due vittime. Il pm ha chiesto al consulente di recuperare dai dispositivi elettronici messaggi e mail intercorse tra la madre, il ragazzo e l’ex compagno. All’udienza di conferimento dell’incarico, prevista per le 11 al palazzo di giustizia di viale Marconi, parteciperanno gli avvocati Maurizio Corda e Marcello Caddori, che tutelano rispettivamente Stefania Piras , sorella di Paola, e Lorenzo Farci primogenito della donna -e fratello di Mirko. Anche loro hanno provveduto a nominare gli esperti iformatici per partecipare alle operazioni.

La Procura ogliastrina, guidata dal procuratore Biagio Mazzeo, conta di chiudere le indagine entro un paio di mesi e chiedere il giudizio immediato. La magistratura ritiene dunque di poter chiudere rapidamente il quadro probatorio riguardo il gravissimo fatto accaduto la settimana scorsa in una palazzina di via Monsignor Virgilio. Qui all’alba, l’ex compagno di Paola Piras, già denunciato per maltrattamenti e stalking e con un divieto di avvicinamento, ha ucciso il ventenne sferrandogli alcune coltellate. Due di queste, mortali, hanno raggiunto in profondità il torace e un polmone. Secondo la ricostruzione, Mirko è morto mentre difendeva la mamma dall’aggressione. L’operaio di origini pakistane di 29 anni si trova nel carcere di Uta. La donna si trova ancora all’ospedale di Lanusei in prognosi riservata. Ancora intubata e sotto sedazione viene monitorata costantemente e sta dando dei flebili segnali di miglioramento. Per lei, martedì sera, è scesa in piazza la comunità ogliastrina, ancora scossa per la brutale vicenda.

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