Torna a Cortina il trenino dei Giochi 1956. Missione a Trento per ottenere il convoglio – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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CORTINA. A cento anni dalla nascita della ferrovia delle Dolomiti (1921 – 1964) il trenino azzurro farà ritorno a Cortina.

Mercoledì mattina la giunta comunale, con il sindaco Gianpietro Ghedina, il vice Luigi Alverà e gli assessori Paola Coletti e Benedetto Gaffarini, si è recata a Trento ad incontrare i vertici della Trentino Trasporti. Con il presidente Diego Salvatore ed il direttore Ettore Salgemma si è verificata la fattibilità di riportare a Cortina i vagoni dell’elettrotreno 008 costruito per le Olimpiadi invernali del 1956.

I tre vagoni lunghi 33 metri sono stati restaurati dalla società trentina – alla cessazione della Calalzo-Cortina nel 1964 vennero venduti alla linea Trento-Malè – e sono tornati all’antico splendore, colorati di azzurro e bianco.

«L’incontro è andato molto bene», spiega il sindaco Ghedina, «ed è frutto di un percorso che la giunta ha avviato da mesi. Lo scorso anno Evaldo Gaspari, vera memoria storica ampezzana del trenino delle Dolomiti di cui ha scritto libri e realizzato mostre, con suo figlio Alessandro e Rossana Calabria Fanucci, ci avevano proposto di far tornare il trenino a Cortina che era stato restaurato dai trentini. Come amministrazione abbiamo valutato la proposta e avviato i contati con l’azienda trentina. L’incontro è servito per definire i prossimi passi».

La volontà di riportare il trenino a Cortina dunque c’è. Si è discusso di costi e fattibilità. «La società Trentino Trasporti, che fa capo alla Provincia autonoma di Trento, ha investito 70 mila euro per restaurare il convoglio», spiega Ghedina, «e si è detta disponibile a cedere il treno, previa autorizzazione della Provincia, con il rimborso delle spese di restauro. Dovremmo poi provvedere alle spese per il trasporto, che si aggirano tra i 10 e i 15 mila euro in quanto ci vorranno tre mezzi adibiti al trasporto eccezionale. Poi ci saranno le spese per l’allestimento all’interno dei vagoni. Abbiamo già dato incarico, per circa 7 mila euro, all’architetto Michele Merlo di progettare l’allestimento sia interno che vogliamo valorizzare con strumentazioni anche tecnologiche sia esterno».

L’idea è quella di posizionare il treno 008 a Zuel, dove passava un tempo, realizzando un piccolo museo. Davanti al treno si vogliono posizionare anche i vecchi binari.

«Una parte dei vagoni vorremmo lasciarla come è», prosegue il sindaco, «e un’altra trasformarla in museo con anche immagini multimediali. Vogliamo poi illuminare tutta l’area. Questo anche in ottica olimpica. Il manufatto si andrà a trovare di fronte al trampolino Italia, uno dei simboli dei Giochi del ’56».

Ora parte l’iter burocratico per portare a termine l’operazione. «Adesso faremo una richiesta ufficiale per la cessione con la volontà di rimborsare il restauro del treno», dettaglia il sindaco Ghedina, «nel contempo partirà la procedura per chiedere alla Provincia di Trento di autorizzare Trentino Trasporti a cederci il treno. Poi dovremmo richiedere tutte le autorizzazioni non ultima quella della Sovrintendenza e infine organizzare il trasporto e allestire il convoglio».

«Tempi certi per ora non ci sono», sottolinea il sindaco. «Il 15 giugno saranno ricordati i 100 anni dalla nascita della Ferrovia delle Dolomiti, credo che per quella data non ce la faremo. Dipenderà dall’iter burocratico, ma visto lo spirito di grande collaborazione che abbiamo con Trento, credo che si andrà avanti speditamente». —

 

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