Tari e tributi comunali: in città 4 evasori su dieci – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Il Comune capoluogo riemerge dopo gli anni in rosso fisso e l’incertezza dei conti. Lunedì sera un segnale indicativo è stato l’approvazione del bilancio di previsione, avvenuta entro i termini di legge, dopo una serie di annate in cui si è andati oltre la scadenza. Le maxi-voci sono quelle delle entrate tributarie e contributive, che ammontano a una quarantina di milioni. Gli stessi importi, milione più, milione meno, per la previsione dei trasferimenti da Regione, governo e Unione europea. Si spenderà altrettanto, per garantire il funzionamento della macchina burocratica, i servizi e gli investimenti, nel cui “capitolo” rientrano i primi impegni per le opere del piano delle periferie.

Il tutto però è improntato alla prudenza. L’assessora competente, Rachele Piras, lo dice nell’illustrazione al Consiglio: «Le spese che abbiamo inserito sono le sole e uniche che hanno la copertura certa nelle entrate». Tra queste ultime le sicurezze sono nei trasferimenti, quelli ordinari di governo e Regione, e quelli legati a contributi per investimenti, per cui c’è già un impegno a vantaggio del Comune. Lo spazio all’incertezza l’amministrazione guidata da Andrea Soddu lo lascia, per necessità, invece nella parte delle entrate tributarie. Il perché lo spiega l’assessora: «C’è ancora evasione dei tributi e sommerso nelle utenze, che non consentono d’incassare tutti i crediti per i servizi resi alla cittadinanza. Il fatto positivo – rimarca Piras – è che negli ultimi tre anni si è arrivati a una percentuale di riscossione del 60 per cento».

La sofferenza presente è nei ruoli della Tari, dove il computo fatto da una società incaricata da E-Comune parla di utenze “sporche” (non ricomprese nel ruolo) tra le 1000 e le 1500. Va meglio per l’Imu: «Nel 2020 abbiamo incassato 5 milioni e 300mila euro – dice l’assessora del Bilancio – appena 300mila sotto quanto previsto». Cifre dei tributi che l’amministrazione conta tuttavia d’impolpare, a partire da quest’anno. Piras: «Contatteremo i cittadini per ricordargli le scadenze. Perché se da una parte c’è un’abitudine atavica in alcuni a non far fronte agli obblighi monetari per i servizi, in altri casi si paga qualche rata e poi però ci si dimentica di saldare il conto».

Numeri e filosofia che non hanno tra gli estimatori i consiglieri dei gruppi di opposizione. Nella seduta di esame e voto, si dividono. Il sardista Giovanni Poggiu, i Pd Carlo Prevosto e Natascia Demurtas, i civici Francesco Guccini e Fabrizio Melis, e l’esponente di Forza Italia, Angelo Arcadu, non partecipano al voto. Lisetta Bidoni (Progetto per Nuoro) è in aula, ma vota “no”. Ci sono ancora le scorie della disputa sul fatto che il bilancio lo si dovesse approvare in fretta, per garantire i pagamenti della legge sul “ritorno a casa”, per l’assistenza di disabili e ammalati.

Collegamento ribadito lunedì da sindaco e assessora, che chiedono e ottengono il conforto della dirigente del settore. Ma non accettato dal leghista Saiu: «Si poteva pagare anche operando “in dodicesimi”, nelle more dell’approvazione del bilancio». La critica di Saiu è anche sul merito del documento: «Mancano le scritture contabili che avrebbero permesso un collegamento costante con i conti del tesoriere, così da spendere di conseguenza. In questo modo la cassa è sempre vincolata». Ma il credito Saiu non lo concede soprattutto alle stime delle entrate: «Si parla di 40 milioni per quelle tributari e altrettanto per i trasferimenti. Ricordo – afferma – che nel 2019, ultimo consuntivo, le prime sono state di 14 milioni. I secondi di 24 milioni. Mi sembra difficile una “performance” di quell’entità».

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