Suini semibradi a Desulo la scommessa di una coop – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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DESULO. Tre ettari, doppia recinzione e la volontà di dimostrare che si può fare semibrado anche in alta montagna. Desulo, la Barbagia e il Gennargentu possono guardare all’esempio della cooperativa sociale Entula, che grazie a un progetto finanziato dalla Fondazione del Banco di Sardegna, ha avviato un piccolo allevamento di suini coinvolgendo un giovane detenuto, che ha potuto tramutare la sua pena in un percorso di formazione, lavoro ed esperienza in un settore con il quale potrà un domani cimentarsi. A raccontare il percorso che ha portato all’ideazione e all’attuazione di questa iniziativa economica e sociale è Giampaolo Congias, presidente della Cooperativa sociale di tipo B Entula, che da anni a Desulo e nei paesi del circondario porta avanti attività che si occupano di sociale, ma allo stesso tempo guardano allo sviluppo possibile di un territorio che ha tanto da offrire. Come quello legato alla suinicoltura appunto. «L’idea del progetto nasce nel 2015 – spiega Giampaolo Congias –. Come cooperativa esistiamo dal 2009, abbiamo sempre lavorato con il pubblico ma volevamo provare a diversificare la nostra attività. Sicuramente il periodo difficile legato agli abbattimenti per via della peste suina ci ha spronato a puntare ancora di più su questo progetto. Possibilità che abbiamo potuto concretizzare con un contributo della Fondazione del Banco di Sardegna. Nel 2019, durante un percorso formativo a Salerno e con i consigli del professore Luca Fazzi, dell’Università di Trento, abbiamo rafforzato le basi dell’idea che puntava all’allevamento e allo sfruttamento delle risorse locali, unite al coinvolgimento di detenuti per un percorso che fosse alternativo alla pena. Così attraverso l’ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe) abbiamo potuto assumere per 8 mesi un detenuto che ha seguito uno specifico percorso di formazione e dopo lavorare a questo progetto». A Desulo, dove lavorano due salumifici e la suinicoltura può rappresentare veramente una possibilità di sviluppo, la base di partenza potrebbe essere proprio questa, «Piccoli allevamenti – propone ancora Congias –, dove la filosofia di conduzione animale si basa sulla alta qualità delle carni e sul benessere animale dei suini, garantito dal rispetto di un codice etico. Il nostro territorio di montagna si presta perfettamente a questa possibilità. E se è vero che la burocrazia scoraggia tantissimo, è anche vero che si può fare». Del resto ciò che si vuole dimostrare con questo esperimento (che ovviamente non è terminato ma dura ancora), attinge moltissimo dal passato che proprio a Desulo, prima dell’arrivo della Psa, era alla base di quella economia circolare basata su pascolo brado e sulla alta qualità delle carni.

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