Studenti al gelo alle scuole di San Pietro

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NUORO. Nell’aria il rigore dell’inverno e nell’aula i termosifoni che non funzionano a dovere. Succede in alcuni locali delle scuole di San Pietro, nell’antico rione della città. Coinvolti i ragazzi delle classi 2 B, 3 A e B della scuola media. La situazione è talmente compromessa che alcuni genitori hanno deciso di non mandare i ragazzi in classe, in attesa che il Comune risolva i problemi. La questione è seguita passo passo dai consiglieri di opposizione Carlo Prevosto, Natasha Demurtas, Lisetta Bidoni e Francesco Guccini, che ieri hanno inviato un’interrogazione al sindaco Andrea Soddu. Doppio l’obiettivo: sollevare il problema e, soprattutto, chiedere una soluzione.

La vicenda delle tre classi della media “santupredina”, nell’Istituto comprensivo numero 1, è legata all’emergenza Covid. Infatti, per evitare assembramenti o, comunque, possibili contatti, le autorità competenti in autunno hanno deciso di spostare i ragazzi di quelle tre classi dal loro plesso naturale a quello attiguo della scuola elementare. Collocazione all’ultimo piano, negli spazi sino ad allora utilizzati per i laboratori. «Si tratta di ambienti frettolosamente adattati ad aule – si legge nell’interrogazione – ma che sono privi di un impianto di riscaldamento funzionante. Tutto ciò in contrasto con le norme che stabiliscono sia assicurata nelle aule una temperatura tra i 18 e 22 gradi». Ma da quella previsione si sarebbe lontani. Tanto più che la carenza del riscaldamento è andata ad aggiungersi a uno tra gli inverni più freddi degli ultimi anni.

Ci si arrangia alla bell’e meglio, a sentire i consiglieri di sinistra Prevosto, Demurtas, Bidoni e Guccini: «Gli alunni – scrivono gli interroganti – sono costretti a stare in aula caricati di giubbotti, maglie e calze termiche. Soluzioni che non bastano a difendersi dal freddo, anche perché le norme anti-Covid impongono di tenere le finestre aperte». Nell’interrogazione si chiede al sindaco Soddu, agli assessori dell’Istruzione, Fausta Moroni, e Lavori pubblici, Fabrizio Beccu, «il perché tale situazione non sia stata ancora sanata, nonostante vada avanti dall’inizio dell’anno e si sia mantenuta invariata dopo il rientro dalle vacanze natalizie». Ma, soprattutto, si guarda al presente, con la domanda sui «provvedimenti che si intendono adottare, con estrema urgenza, per consentire agli alunni di rientrare in classe, preferibilmente nel plesso di appartenenza». Perché, oltre al freddo, gli interroganti sottolineano che lo spostamento dalle aule di appartenenza delle tre classi «ha determinato palesi disagi anche per il fatto di essere stati spostati dal resto dei loro coetanei e confinati in aule inadeguate. Oggi – aggiungono i quattro esponenti dell’opposizione – non devono essere oltremodo pregiudicati, nei loro diritti, tra cui quello alla salute».

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