Striscia continua sulla 125 accesso negato ai cittadini – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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SINISCOLA. Dall’estate scorsa, è vietato accedere alle attività commerciali che si affacciano sull’Orientale Sarda nella zona di Capo Comino. Sia la linea di mezzeria che quelle laterali tracciate dall’impresa per conto dell’Anas sono diventate continue impedendo a tutti i mezzi in transito né di svoltare alla propria destra, o attraversare la carreggiata per accedere sull’altro versante stradale. Per intenderci, chi da Siniscola è diretto verso Orosei e volesse fare la spesa in un market, acquistare le sigarette dal tabaccaio, prendere un caffè o fermarsi a pranzo in uno dei ristoranti della zona, non può più svoltare a sinistra. Stessa situazione però se invece prosegue sino al bivio per Capo Comino, e fa la strada a ritroso. Giunti in prossimità del ristorante o del negozio di alimentari non si può accedere perché anche la striscia laterale è continua. Una situazione da barricati in casa, quindi, per attività commerciali e residenti, anche se c’è chi naturalmente continua a tagliare la mezzeria ed introdursi “furtivamente” sfidando il codice della strada. Un azzardo che è punito con una sanzione amministrativa e due punti della patente, oltre al rischio di provocare incidenti, anche perché non tutti rispettano il limite dei 50 chilometri orari vigente in quel punto. La decisione dell’Anas di cancellare le linee tratteggiate e sostituirle con quelle continue, è arrivata dopo che si è interrotta la trattativa tra l’ente che gestisce le strade e i numerosi frontisti che si affacciano sulla statale 125 a cui è richiesto il pagamento di un canone. «Siamo disponibili a trattare e ci siamo già affidati da tempo ad un tecnico per istruire la pratica – dice Andrea Contu titolare di un market-edicola-tabaccheria –. Avevamo già intavolato le trattative con il cantoniere che ha responsabilità per questo pezzo di strada – spiega – e non capiamo quindi la decisione presa dall’Anas quest’estate di intervenire con la creazione delle strisce continue che hanno penalizzato e non poco tutte le attività che gravitano su Capo Comino. Siamo disponibili – ripete – a pagare quanto dovuto ma chiediamo che la pratica si concluda nel più breve tempo possibile perché altrimenti oltre che ad accedere liberamente nelle nostre case, siamo impossibilitati a lavorare».

La somma da versare per ogni singolo accesso non sarebbe nemmeno elevata – dice un residente – ma quello che ci fa arrabbiare e che si sia deciso da un giorno all’altro senza che nessuno fosse stato avvisato». La speranza è che i vertici Anas vengano incontro alle centinaia di persone delle case di Capo Comino che si affacciano sull’Orientale e trovino una soluzione per permettere l’accesso alle proprietà e ai locali in sicurezza.

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