Stop al trenino verde, l’ira della coop Esedra – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MACOMER. «I devastanti incendi dello scorso luglio nel Marghine e nella Planargia hanno letteralmente mandato in fumo il lavoro e i sacrifici di una vita». Nelle parole di Rossana Muroni, presidente della Società cooperativa Esedra di Macomer, si avvertono l’amarezza e lo sconforto di chi, ancora una volta, si ritrova a combattere contro i mulini a vento. «La notizia che i lavori di ripristino e messa in sicurezza della linea del Trenino verde Macomer-Bosa non termineranno prima di maggio 2022 ha condannato a morte la prossima stagione turistica. Questo è l’unico dato certo – sottolinea – Il resto sono solo ipotesi. Previsioni. Capiamo bene che i danni dei roghi siano stati ingenti. Conosciamo altrettanto bene le lungaggini burocratiche e la complessità delle verifiche tecniche, ma allo stesso tempo non ci capacitiamo del perché, a oggi, l’Arst non abbia ancora appaltato i lavori. Sono trascorsi cinque infiniti mesi da quando le fiamme hanno distrutto quasi quattromila traverse in legno. La linea ferroviaria è off limits da 23 settimane. La nostra attività ferma al palo. Abbiamo investito tempo e denaro e nessuno ci rimborserà i mancati guadagni». La delusione, mista a rabbia, si unisce a quella dei dipendenti della cooperativa da anni sono impegnati a promuovere le aree interne del nostro territorio. «Si parla tanto di spopolamento, di destagionalizzazione, di valorizzazione dei piccoli centri – rimarca Rossana Muroni –. Poi, alla fine, tutto rimane sulla carta. Non si passa mai dalla teoria alla pratica. Non si attuano le azioni necessarie per garantire la sopravvivenza di un comparto che, come se non bastasse, continua suo malgrado a fare i conti con l’emergenza pandemica. Arrivati a questo punto, mi viene da domandare se il Trenino verde interessi davvero. Se il suo ruolo di attrattore turistico in questa Regione abbia un peso oppure no».

Dall’aprile all’ottobre 2021 Esedra è stata costretta a rinunciare a milleduecento passeggeri. Le restrizioni Covid prima e gli incendi poi hanno bloccato gli ingranaggi, hanno arrestato la corsa del convoglio. Uno stop costato oltre quarantamila euro. «Il futuro si prospetta ancora più cupo – sottolinea la presidente –. È impensabile programmare i pacchetti viaggio senza avere delle date certe. Pubblicizzare gli eventi sarebbe una spesa inutile. Abbiamo, però, dovuto annullare centinaia di prenotazioni a partire dalla prossima primavera. I viaggiatori tedeschi, svizzeri, francesi e veneti saranno costretti a scegliere altri luoghi da visitare e altri prodotti tipici da assaporare. Le agenzie italiane e straniere iscriveranno la nostra cooperativa nel “registro degli inaffidabili”. Questo ormai siamo diventati per fattori che esulano dalla nostra volontà».

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