Staff Solinas, la legge 107 arriva in aula. Durissime le opposizioni: “Costi esorbitanti” – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Il Disegno di Legge 107 che amplia lo staff e riorganizza la presidenza della Regione Sardegna approda domani in aula tra le veementi polemiche dell’opposizione.

«Una legge scandalosa, totalmente slegata dalla realtà attuale della Sardegna e dalle priorità che interessano le cittadine e i cittadini – attaccano i Progressisti in una nota -. È un poltronificio inutile, che non porterà nessun beneficio per l’Isola. La creazione di nuovi staff a disposizione del presidente e degli assessori serve solo per mettere una pezza ai malumori della maggioranza di centrodestra che da mesi bloccano i lavori del Consiglio e delle commissioni. Pensano ai fatti loro mentre imprese, famiglie e lavoratori attraversano un periodo difficilissimo».

Sono oltre 500 gli emendamenti depositati dai Progressisti in vista della discussione della legge, che riprende domani in Consiglio regionale: «In un momento pesante per chiunque, il presidente e la sua maggioranza pensano a risolvere i loro problemi interni, tutti dettati dalla voglia di potere, con una legge che porterà allo spreco di milioni di risorse pubbliche che dovrebbero andare invece a sostegno delle categorie più colpite dagli effetti della pandemia. Una vergogna a cui ci opporremo con tutte le possibilità che abbiamo».

«Il Disegno di legge 107, annunciato come la grande riforma della Regione, è lungi dall’essere tale, nei presupposti e nelle finalità – si legge in un comunicato stampa diffuso dal Pd in questi giorni -. Non nasce, questo disegno, da un percorso condiviso, e non risponde affatto alla volontà di agire sulle norme che disciplinano l’organizzazione della Regione, per la quale occorre, piuttosto, un serio processo di riforme, utile a rafforzarne l’autonomia, la funzionalità e la reale rispondenza alle attese dei cittadini, secondo i crismi moderni dell’efficienza e dell’efficacia. Il DL 107, di fatto, concentra il potere nelle mani del Presidente, a discapito della Giunta e a diminuzione del Consiglio. L’architettura della Regione si appesantirà, andandosi a strutturare su due ulteriori livelli di coordinamento e controllo, il Segretariato Generale al vertice e tre Dipartimenti con altrettanti Direttori incardinati presso la Presidenza. Un grande corpo macrocefalo, sbilanciato sull’apice del nuovo Gabinetto del Presidente, con ben 44 unità di personale (il doppio rispetto ad oggi) e un ampio stuolo di esperti e tecnici di nomina fiduciaria, che andranno a sommarsi ai nuovi 36 addetti di Gabinetto degli Assessorati. Incarichi di peso, che incideranno sulle casse della Regione e sulle tasche dei sardi per oltre 6 milioni di euro. Appare molto difficile intravedere la volontà di rilanciare le attività di impulso della Giunta Regionale, come pomposamente annunciato. È lecito allora chiedersi quale reale beneficio potrà derivarne ai cittadini. Cui prodest? A chi giova? Quale reale godimento ne avranno i sardi? Riusciranno ad avere risposte più celeri alle loro richieste? Sarà la Regione più vicina alle loro esigenze? Noi crediamo di no. Per questo, abbiamo il dovere di rappresentare tutta la nostra contrarietà a questo Disegno di Legge».

«Un disegno di legge direttamente riconducibile al Presidente Solinas e ai suoi fedelissimi, attraverso il quale il Governatore mira ad accentrare su di sé tutto il potere della Regione, azzerando di fatto le prerogative degli assessori che si ritroveranno a lavorare all’interno di assessorati di fatto commissariati – tuonano i consiglieri del M5S -. L’assurdo scopo di questa legge dai costi esorbitanti è infatti quello di creare nuovi livelli gerarchici, una nuova piramide gestionale composta da figure legate a doppio filo alla maggioranza, che renderanno il processo amministrativo ancora più complicato, senza garantire affatto una migliore resa della nostra amministrazione regionale».

«In questo periodo di emergenza sanitaria ed economica, quando la priorità dovrebbe essere erogare con urgenza i fondi promessi alle tante categorie in ginocchio, il Presidente della Regione porta avanti una riforma che costerà alle casse regionali almeno 6 milioni di euro – proseguono i pentastellati -. Con questo nuovo assetto in Regione ci sarà il segretario generale della Presidenza e subito sotto avremo i tre Direttori di dipartimento, i quali dovranno gestire quattro assessorati a testa. A loro volta, i tre Direttori di dipartimento risponderanno al Presidente Solinas. Ma non è finita qui. Per quanto riguarda gli assessori, infatti, gli stessi verranno ulteriormente controllati da una terza figura, quella del consulente del Presidente. Insomma, ci domandiamo, quanto varrà alla fine la parola di un assessore? Nulla, dal momento che verrà imbrigliato in questa maniera. In sintesi, si punta ad aumentare a dismisura le figure apicali senza tener conto delle reali necessità della macchina amministrativa regionale, che andrebbe snellita e armonizzata anziché ingolfata. Le conseguenze di questo provvedimento, se dovesse essere approvato, si ripercuoteranno sulla vita dei cittadini sardi. Sarebbe l’ennesima sconfitta subita dalla Sardegna in questa legislatura».

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