Soltanto 28 positivi su 40mila test [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. Pochi positivi, appena 28, ma soltanto un abitante su tre della popolazione che gravita nella Assl di Nuoro ha aderito alla prima fase della campagna della Regione “Sardi e sicuri”, volta a monitorare la situazione della pandemia. Non è certo quanto si aspettava chi ha promosso l’imponente macchina organizzativa che ha messo in campo 180 medici, 300 infermieri e 120 amministrativi della sanità. La buona notizia però è che i numeri della diffusione del virus sono buoni, e fanno ben sperare, se si manterranno le dovute precauzioni, con il ritorno in zona gialla cominciato ieri: su 40.274 test effettuati tra sabato e domenica solo 28 persone sono risultate positive. Il dato è incoraggiante anche per Nuoro città, dove su circa 10.710 tamponi appena sei persone sono risultate positive (di cui 4 da confermare con il molecolare).

A questo punto le speranze per un maggiore afflusso sono affidate alla seconda fase della campagna, sabato 13 e domenica 14, così da aver un campione più rappresentativo della popolazione che nel territorio della Assl di Nuoro è attorno ai 152mila abitanti: va detto che da questa cifra vanno sottratti i bambini sotto i dieci anni, attorno agli ottomila, che non erano ammessi al test. Ma cosa non ha funzionato sabato e domenica? «Mi preme dire innanzitutto – dice Antonello Podda, dirigente amministrativo dell’Assl e coordinatore di “Sardi e sicuri” per il Nuorese – che i numeri dei contagi, particolarmente bassi, sono confortanti, anche perché il test antigenico appena effettuato rileva in particolare una carica virale medio-alta e dunque chi è più in grado di diffondere il virus. Quanto alla bassa affluenza, credo si sia allentata la tensione da parte dei cittadini, probabilmente anche per il passaggio dato per imminente dalla zona arancione a quella gialla. Un po’ come era accaduto lo scorso maggio, prima che cominciasse la seconda ondata. Allo screening in Ogliastra un mese fa la percentuale dei partecipanti, che qui è sotto il 30 per cento, era esattamente il doppio». Perché è importante partecipare alla seconda fase dello screening nel prossimo weekend? «Il test si svolge con una modalità differente, e serve a una maggiore completezza dei dati statistici e della diffusione del virus. Ancora più per il fatto che si svolge – continua Podda – dopo la prima settimana di ritorno in zona gialla. Perciò l’appello che facciamo è di ripresentarsi ai test, mi riferisco a chi lo ha fatto lo scorso weekend, e di effettuarlo senza riserve per chi non ha partecipato allo screening».

«Da parte nostra – dice ancora Antonello Podda – intensificheremo la comunicazione per far capire l’importanza dei test. Cercheremo in misura maggiore la collaborazione degli enti locali e delle scuole, che in città per esempio si sono rivelate fondamentali, con una partecipazione degli studenti che in più di un caso è arrivata al 60%. Per sabato e domenica aggiungeremo due postazioni per i test alle sette già sperimentate. Sono il liceo scientifico Fermi e l’istituto tecnico Ciusa che saranno riservati alla popolazione scolastica. Inoltre, anche se resta in vigore il calendario della scorsa settimana, dove ai residenti sono assegnate una postazione definita e una finestra oraria, si potrà effettuare il test in un’altra postazione se dovesse risultare difficile osservare il calendario alla lettera».

La fascia d’età che ha partecipato maggiormente al test è dai cinquant’anni in su, la postazione che ha registrato la maggiore affluenza, attorno al 60%, è la scuola elementare di San Pietro. (p.me.)

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