Soddu pronto a fare le barricate – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. In municipio non risuona la sirena come nei giorni di guerra, ma il richiamo alle armi politiche contro la Regione è sostenuto. Per il sindaco Andrea Soddu tre giorni fa in consiglio regionale si è consumato un attacco contro il Comune capoluogo e le autonomie locali. Quella norma inserita nella legge sullo staff del presidente della Regione, che porta a Cagliari anche la titolarità della biblioteca “Sebastiano Satta” e del Consorzio universitario della Sardegna centrale, non va giù. «Si tratta di uno sgarbo istituzionale – denuncia il sindaco – contro il quale ci opporremmo. Chiederò un incontro al governatore Christian Solinas – aggiunge Soddu – per cancellare la norma». Parla ed enumera motivi di sdegno e irregolarità nel provvedimento dell’assemblea sarda, ritto in piedi, con al suo fianco il vice sindaco, Fabrizio Beccu, e il presidente del consiglio comunale, Sebastian Cocco.

Più in là, gli altri componenti della giunta e una folta rappresentanza della maggioranza. Si ragiona già sul da farsi. Mentre si è sobbalzato due giorni prima. Quando il consigliere regionale del Pd, il nuorese Roberto Deriu, ha annunciato che il Consiglio, con la stragrande maggioranza dei presenti, aveva approvato l’emendamento per il cambio di titolarità di biblioteca e università della Sardegna centrale, per un governo da portare avanti con lo stesso Comune di Nuoro, la Provincia e le università di Cagliari e Sassari.

«L’ho appreso dal profilo social del proponente – ha aggiunto Andrea Soddu – senza che avessi avuto neppure sentore dell’iniziativa». Il sindaco ritiene di avere già in mano gli strumenti da opporre alla decisione, destinata a diventare effettiva tra qualche giorno, con la chiusura della votazione sulla legge che la ricomprende: «Innanzitutto – dice – la ritengo inammissibile, in quanto inserita in una norma che non ha nulla da spartire con la riforma degli enti locali. Altra cosa, e lo diremo a Solinas: l’emendamento è stato approvato a scrutinio segreto, senza che forse tutti fossero a conoscenza di quanto si andava a votare». Soddu e la sua amministrazione annunciano le barricate per evitare che la Satta e UniNuoro passino sotto la competenza della Regione: «Se si dovesse insistere nella norma – è il pensiero unico – porteremo la città a protestare a Cagliari».

Tra i motivi d’intolleranza, i governanti municipali ci mettono quelli che fanno richiamo alle origini e alla storia dei due enti. Soddu: «La decisione offende la memoria e l’impegno di quegli amministratori civici e della Provincia che li hanno prima creati e poi fatti crescere». Per rafforzare l’idea il primo cittadino cita anche Grazia Deledda: «Il Consorzio “Satta” è stato un frutto del Premio Nobel, assegnato alla nostra scrittrice, con l’obiettivo di valorizzare l’interesse alla lettura della comunità. Questo sarebbe il modo per onorarlo?». Parole e argomentazioni per via delle quali si può affermare che la vertenza è appena iniziata.

Dalla parte della Regione, la norma di riordino degli enti locali, con la quale già nel 2016 aveva stabilito di avocare a sé la gestione della “Satta” e del consorzio universitario. Tutto ciò anche per le difficoltà finanziarie presenti nel Comune e nella Provincia.

Tanto che la stessa Regione era dovuta intervenire con risorse straordinarie. Ma proprio l’amministrazione Soddu vi si era opposta e ottenuto lo stralcio di parte della riforma. Nel frattempo, a Nuoro si è lavorato per liquidare i consorzi, chiudere con un commissariamento infinito, e passare alla fondazione, che la Regione ha stabilito fosse la veste giuridica anche per i sodalizi culturali. Per questo ieri il presidente del Consiglio comunale, Cocco, ha ricordato che il Comune nel 2018 ha definito le procedure per il nuovo soggetto giuridico, «ma da parte della Regione non sono stati fatti i passi necessari, considerato che questi enti nascono da intese istituzionali».

La mancata interlocuzione è una delle ragioni che il municipio contrapporrà alla Regione. Soddu ha parlato di lesione del titolo quinto della Costituzione, quello sulle autonomie locali. Il “suo” vice sindaco, Fabrizio Beccu, conferma: «L’università e la biblioteca sono fondamentali per lo sviluppo del territorio. Se a questo però ne viene sottratta la titolarità – ha aggiunto – gli si mina l’identità e lo si fa morire».

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