Siniscola, odissea vaccini: ore di attesa e nulla di fatto – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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SINISCOLA. È iniziata da alcuni giorni anche al poliambulatorio di Siniscola la somministrazione del vaccino Pfizer agli ultraottantenni residenti nel capoluogo baroniese e nei paesi del circondario. Gli anziani che non soffrono di patologie e si trovano in buona salute, sono stati invitati a recarsi nella sede del distretto di Sant’Efisio mentre restano in attesa del vaccino le persone alletate o che per gravi motivi di salute, non possono recarsi in città.

Tra le tante persone che si sono dette soddisfatte per essere state chiamate dall’Ats, ci sono però anche delle lamentele per le modalità in cui si svolgono le vaccinazioni. «Sono stato chiamato ieri mattina intorno alle nove dal servizio sanitario dell’Ats – dice Giovanni Battista Dalu, pensionato 82enne di Posada –. La persona che mi chiama, mi raccomanda di essere puntuale all’appuntamento fissato per le nove e un quarto. Con grande premura faccio l’impossibile per presentarmi a quell’ora tenuto conto che devo fare una decina di chilometri».

L’anziano quindi riesce ad arrivare puntuale all’appuntamento per sottoporsi al vaccino. «Si, ma il bello viene dopo. Dapprima bisogna trovare una penna per compilare il modulo autorizzatorio. Poi ci viene detto di ritirare un numero per essere chiamati, ma la chiamata non avviene poi in ordine d’arrivo. Dopo quasi due ore di attesa, dall’ambulatorio viene fuori una dottoressa che ci dice che chi ha superato gli ottant’anni può restare e che sono rimasti sedici dosi di vaccino. Un’ attesa che si rivela inutile – prosegue Dalu – perché dopo esce un altro medico ci dice che i vaccini sono finiti e che bisogna tornare un altro giorno. Mai vista una disorganizzazione del genere», dice affranto il pensionato che è anche cardiopatico e sofferente di artrosi.

Ma c’è anche un altro aspetto, se possibile ancora più grave. «La gente era ammassata all’ingresso senza rispettare le regole del distanziamento con il rischio di ammalarsi proprio al momento del desiderato vaccino. Non so e tornerò se le condizioni sono queste», conclude Giovanni Dalu .

«Siamo rimasti in piedi sotto il sole per due ore, ho le gambe ancora indolenzite e questo non fa bene alla mia salute. Spero che chi di dovere, faccia qualcosa per eliminare gli assembramenti e sistemi qualche sedia per permettere di riprendere fiato e riposare nell’attesa».

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