Sindaci in campo in difesa dell’ospedale – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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LANUSEI. Che la situazione dell’ospedale di Lanusei fosse critica, era risaputo da tempo. Che in campo scendessero addirittura i primari è, invece, una novità assoluta. Sul caso del Nostra signora della Mercede, a rischio chiusura per stessa ammissione di chi in quelle corsie ci lavora ogni giorno con tanti sacrifici, oggi sono le reazioni dei rappresentanti politici e istituzionali a tenere banco. Dal sindaco di Lanusei, Davide Burchi, che ieri pomeriggio si è precipitato in direzione per un presidio ad oltranza, alla deputata nuorese Mara Lapia, che auspica interventi straordinari e coordinati, il fronte in difesa del presidio sanitario ogliastrino sull’orlo della chiusura, si sta ampliando e cementando.

«Credo sia arrivato il momento di dare un segno tangibile della presenza del territorio presidiando il Nostra signora della Mercede in difesa del diritto alle cure degli ogliastrini» dice il primo cittadino che alla notizia della comunicazione dei primari ai responsabili della sanità isolana, ieri mattina ha chiamato l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, dal quale ha avuto in cambio l’impegno di inserire in finanziaria 42 milioni per gli incentivi economici destinati ai professionisti che scelgono gli ospedali periferici. «Abbiamo saputo che la chiusura di cardiologia è stata rimandata al 30 solo perché si è riusciti a trovare gli specialisti ma si tratta, appunto, di un rinvio» prosegue Burchi dalla direzione ospedaliera dove ha incontrato il direttore del presidio, Luigi Ferrai e il direttore delle professioni sanitarie Alessandro Carrus. In prima linea, ancora una volta quando si tratta di difendere i piccoli ospedali c’è la deputata Mara Lapia. «Per me è impensabile che un ospedale come quello di Lanusei, non solo riferimento per l’Ogliastra ma anche supporto per il San Francesco di Nuoro, venga lasciato in balìa degli eventi proprio quando ha dato prova di essere indispensabile per la rete assistenziale dell’intera provincia» commenta la parlamentare nuorese che indica come soluzione il coordinamento tra i presidi ospedalieri di Lanusei, Nuoro e Sorgono. «Se c’è una cosa che l’emergenza Covid ci ha insegnato in questi anni drammatici è che i tre ospedali non possono prescindere l’uno dall’altro. Una politica sanitaria degna di questo nome deve tenere conto della necessità di coordinare le attività e intervenire in questo senso» prosegue Lapia che riveste il ruolo di componente della commissione Affari sociali e Sanità della Camera. L’impresa di tenere aperti i servizi è ardua, la ricerca di specialisti spasmodica. In ballo c’è il diritto alla salute dei 57mila ogliastrini e non solo.

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