«Siamo qui ma non ci vaccinano» – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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MAGOMADAS. Sardi d’adozione, da mesi domiciliati in una villetta nelle campagne di Magomadas al sicuro dai pericoli di un possibile contagio da Covid-19, due ultra ottantenni non possono vaccinarsi nell’isola. Per l’inoculazione della dose, imminente l’avvio della campagna di vaccinazione destinata proprio agli ultra ottantenni in provincia di Oristano, i due dovrebbero infatti tornare nella regione dove formalmente risiedon: la Lombardia. Con tutti i rischi del caso, vista l’età e la situazione pandemica in quella regione. A raccontare questa singolare vicenda, forse una dimenticanza nei protocolli di vaccinazione in Sardegna, Maria Lucrezia Poccetti e il marito Elio Carta. Che nei giorni scorsi si sono scontrati con il muro di gomma dei “non so” alla semplice richiesta di chiarimenti rispetto a una situazione probabilmente non ristretta all’ambito del caso che emerge in Planargia. In provincia le vaccinazioni anti Covid dei cittadini con più di ottant’anni d’età prenderanno il via il nove marzo, annuncia una nota della Assl. Prima nel capoluogo, a Oristano, ed in alcuni comuni, poi nel resto del territorio di competenza della Ats-Assl oristanese, Magomadas compreso.

«Mio marito, classe 1932, ed io, del 1938, siamo domiciliati in questo territorio da mesi» racconta la signora Maria Lucrezia Poccetti raggiunta telefonicamente, da una casa nelle campagne tra Magomadas e Santa Maria del Mare, dopo la segnalazione alla nostra redazione. La coppia, alla notizia delle vaccinazioni in imminente avvio in Sardegna si è subito informata dal proprio medico di base per capire cosa e come fare per ricevere la prima dose anti-Covid. «Ho chiesto spiegazioni per l’inserimento nelle liste di quanti saranno chiamati, ma il medico al quale facciamo riferimento in questo territorio mi ha risposto che non aveva comunicazioni dalla Assl in merito ai non residenti. Ho quindi contattato direttamente l’azienda sanitaria di Oristano, e anche in questo caso mi è stato risposto che non sapevano nulla» il racconto. Probabilmente una svista, anche perché l’alternativa sarebbe per i due anziani, dopo mesi di distanziamento al sicuro in Sardegna, sarebbe affrontare il viaggio e raggiungere una regione dove, in tema di contagi, non mancano certo problemi, per poi tornare, con tutti i se e i ma del percorso di rientro, in Sardegna. «Dove siamo arrivati come ogni anno ad ottobre 2020. Da qualche mese poi siamo ospiti di un amico che ha una casa nella zona di Magomadas, e qui abbiamo il nostro medico di base di riferimento. Vista la situazione, considerato che siamo ultra ottantenni e pertanto categoria a rischio, ci sembra una contraddizione dover ora affrontare un viaggio per poterci vaccinare nella regione dove siamo residenti» il ragionamento. Che richiama ad una situazione forse non isolata, considerata la valenza turistica dell’isola. La semplice domanda in partenza da Magomadas è quindi: «Come facciamo a vaccinarci?». Quesito che si spera non debba aspetta lunga attesa, perché dal nove marzo partirà la campagna di vaccinazioni nell’Oristanese.

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