Sei milioni di euro fermi per 40 alloggi popolari [Guarda le Offerte della Pescheria]

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NUORO. Ufficialmente sono 270 le famiglie in città in attesa di un alloggio popolare. Il dato è del 2015, quando è stata stilata l’ultima graduatoria. Ma già quattro anni prima si poteva scattare la stessa fotografia del bisogno di alloggi. La preoccupazione è accresciuta dal fatto che 10 anni non siano stati sufficienti a ridurre il disagio. Anzi, vale il contrario. La crisi economica e la pandemia l’hanno aumentato e con esso il numero degli stessi richiedenti. Tempo di governo di due amministrazioni civiche. Hanno pensato delle risposte e alcune sono sempre in piedi. Ne parla Mondino Deiara, 45 anni, dal 2011 al 2015 assessore dell’Urbanistica ed edilizia residenziale, nella giunta guidata da Alessandro Bianchi: «Credo che il Comune – afferma Deiara – debba sollecitare Area, l’agenzia regionale per l’edilizia abitativa, a impegnare i 6 milioni di euro previsti per circa 40 alloggi a Funtana Buddia. Altra soluzione, sempre da parte di Area – aggiunge – è quella di realizzare un complesso di edilizia popolare a Badu ‘e Carros, dove la pianificazione urbanistica ha previsto volumi per 97mila metri cubi, il 40 per cento dei quali destinati al residenziale pubblico».

Il Comune, a sentire l’ex assessore, dovrebbe definire le pratiche di propria competenza in modo che l’agenzia regionale sia messa nelle condizioni di investire. L’obiettivo prioritario è di sfoltire le richieste. Perché anche all’interno delle trecento domande ci sono dei distinguo da fare. Da alcuni anni oltre 30 famiglie occupano un alloggio abusivo, stanche di aspettare soluzioni regolari che non arrivavano. Un anno e mezzo fa dal municipio la metà di loro ha avuto la diffida di sfratto. Li ha soccorsi una delle circolari dell’ex ministro Salvini, che ha dato la possibilità di bloccare l’atto per il tempo necessario a trovare delle soluzioni. I 13 alloggi realizzati da poco con la chiusura del primo piano nei Pilotis di Funtana Buddia dovrebbe essere la prima tra queste. Mentre sono ancora sospesi i lavori per realizzare 44 alloggi a Su Pinu (quartiere di Pred’e Istrada). La previsione era di sostituire gli appartamenti delle due palazzine, ritenute non più idonee, alla fine con un saldo positivo nel numero degli alloggi. Ma si parla anche della possibilità che siano case popolari aggiuntive nella loro totalità. Ipotesi e piani che hanno riempito le riunioni e i confronti tra amministratori e uffici, già nel tempo del mandato proprio di Deiara.

L’esponente socialista riprende il discorso proprio da quella fase: «Tra gli interventi per venire a capo, seppur per gradi, della situazione – rimarca – abbiamo scelto di rifare il bando e stilare la nuova graduatoria. Solo così era infatti possibile capire – spiega – chi avesse realmente diritto all’alloggio popolare, e chi invece avendolo perduto era obbligato a liberare la casa. Certo – denuncia Deiara – poi le lungaggini burocratiche hanno portato a uno slittamento di tre anni nella pubblicazione dell’elenco dei richiedenti». La legge regionale ne prevede un rinnovo ogni due anni, tanto che a questo punto, ogni decisione potrebbe essere rimandata a un nuovo bando. Mentre non sono da rimandare le soluzioni. Deiara, che a Nuoro guida l’associazione Res (Riforme, economia e società), pensa che la questione rientri in un discorso economico più generale: «Oggi la domanda di un alloggio – spiega – è aumentata anche perché è proibitivo rivolgersi al privato, per l’affitto di una casa. La soluzione potrebbe essere – dice Deiara – quella di consentire il canone concordato. Chi affitta avrà comunque il vantaggio di una tassazione ridotta».

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